Studenti in gara per progettare il perfetto compagno di facoltà
Creare un “AI Buddy” capace di aiutare gli studenti Bocconi a orientarsi nella quotidianità della loro vita universitaria: è stata questa la sfida al centro dell’hackathon organizzato lo scorso 9 maggio in Bocconi in collaborazione con Yellow Tech e con il supporto di OpenAI. Una giornata interamente dedicata all’intelligenza artificiale applicata, che ha visto 120 partecipanti confrontarsi nello sviluppo di soluzioni innovative a supporto della community studentesca.
Al termine della competizione sono stati selezionati 16 vincitori complessivi, che parteciperanno alla tappa finale dell’Italian Hackathon League a Torino. Tra questi, quattro studenti si sono meritati la palma di vincitori assoluti: Giulia Gatti, la prima classificata, Renato Moscati, Alessandro Canonico e Jakub Przewoski.
L’IA al centro dell’impegno Bocconi
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Bocconi sul fronte dell’intelligenza artificiale, ambito su cui l’Ateneo sta investendo con crescente attenzione sia nella didattica sia nelle attività esperienziali. L’hackathon rappresenta infatti un momento concreto di applicazione delle competenze, oltre che un’occasione per esplorare le potenzialità delle tecnologie AI in contesti reali.
“La Bocconi promuove un uso consapevole e responsabile dell’intelligenza artificiale, integrandola nei percorsi formativi e nelle esperienze pratiche degli studenti, affinché diventi uno strumento concreto per interpretare la complessità e generare valore nella società”, sottolinea Giovanni Salvucci, direttore Innovation, Transformation & Foresight all'Università Bocconi. “Specialmente in tempi di cambiamenti così repentini, ascoltare gli studenti e lasciare loro spazio per costruire in libertà è un'occasione unica per superare i nostri bias e vedere in modo più chiaro le opportunità di fronte a noi”.
“Lavorando giorno per giorno integrando l'intelligenza artificiale nelle aziende”, aggiunge Antonio Pisante, alumnus Bocconi, founder e ceo di Yellow Tech, “Vediamo come gli strumenti di AI abbiano un grandissimo impatto su quanto le persone possono creare in maniera davvero creativa, delegando alla macchina le attività ripetitive. È di grandissimo valore per un'università incentivare lo sviluppo di queste competenze tra gli studenti. La Bocconi si è dimostrata in prima linea nell'innovazione in Italia e per noi è un piacere e un onore accompagnarli in questa trasformazione”.
La competition con gli strumenti di OpenAI
Le 120 studentesse e studenti che hanno partecipato all’hackathon sono stati selezionati attraverso gli AI games, una challenge online che ha coinvolto oltre 300 studenti, e tra le associazioni studentesche che si dedicato ai temi di intelligenza artificiale, permettendo così di individuare i profili più preparati e motivati. Una volta in aula, dove hanno assistito anche a un intervento di Carlotta Reviglio, Strategic AI Success Engineer di OpenAI, gli studenti hanno lavorati singolarmente, alternando sessioni di sviluppo, revisione e presentazione finale.
Proprio la collaborazione avviata dall’Università con OpenAI ha consentito infatti agli studenti, per costruire i loro progetti, di utilizzare strumenti avanzati come ChatGPT EDU, Codex e le API OpenAI, che hanno consentito di generare codice, sviluppare funzionalità e accelerare la prototipazione delle applicazioni. Le soluzioni dovevano rispondere a quattro aree principali: vita a Milano (dall’alloggio ai trasporti), esperienze internazionali, carriera e mercato del lavoro, vita nel campus.
Le submission sono state valutate sulla base di tre componenti chiave – interfaccia, capacità di risposta dell’intelligenza artificiale e qualità dei dati utilizzati – attraverso un processo articolato in tre fasi: valutazione automatica delle performance, valutazione umana su creatività e user experience e, infine, pitch davanti alla giuria.
L’esperienza degli studenti
Giulia Galli, al secondo anno del International Economics and Management, a fine giornata si è qualificata prima assoluta: “È stata una bellissima iniziativa”, dice. “Queste sono le opportunità migliori perché gli studenti possano sia mettere in pratica ciò che hanno studiato, sia approfondire le proprie passioni”. E se sebbene l’ai non fosse il focus del corso di studi di Giulia, tanto che, “in un primissimo momento mi sono anche chiesta cosa ci facessi lì, dato che molti avevano un background di studi sull’intelligenza artificiale”, tuttavia la sua passione per i dati le ha permesso di mettere a punto un modello semplice e chiaro, ma molto efficace. “Un Google-like sulla vita universitaria che ho chiamato BoccoBuddy”.
Anche Alessandro Canonico, al primo anno del Bachelor in Mathematical and Computing Sciences for Artificial Intelligence, si è piazzato tra i quattro vincitori assoluti: “L’assignment forniva alcuni dati per impostare il proprio chatbot relazionale che potesse aiutare un ipotetico studente. Io però, ed è stato questo che ha reso il mio modello efficace, l’ho integrato con altri dati presi dall’esterno”. Alessandro non è nuovo a questo tipo di competizioni, grazie al suo background di studi, tuttavia: “Questa esperienza è stata fantastica anche perché abbiamo potuto accedere a Codex, opportunità che pochi altri hackathon possono mettere a disposizione. L’uso di questo sistema, tra l’altro, ha permesso di realizzare da soli progetti che richiederebbero team di 4 o 5 persone”.
Insomma, la competizione del 9 maggio è stata, per gli studenti, un modo per mettersi alla prova su temi a loro vicini attraverso l’uso di strumenti avanzati, ma rappresenta anche la conferma del ruolo crescente dell’AI nell’esperienza formativa a tutto tondo in Bocconi, sempre più orientata a integrare competenze tecnologiche nei percorsi accademici e nelle attività progettuali.