La scuola che separa
Uno dei problemi più urgenti del sistema educativo italiano è l’elevato tasso di abbandono scolastico. Non si tratta solo di una questione educativa, ma di un fenomeno che riflette e amplifica disuguaglianze sociali, economiche e culturali profonde. In Italia, il tasso di abbandono precoce resta superiore alla media europea, con forti disparità territoriali e sociali.
Il progetto
Con il progetto RISE-WELL (Robustness In Schools for studEnt Well-being), coordinato da me e finanziato dalla Fondazione Cariplo, partiamo dall’ipotesi che per comprendere e contrastare l’abbandono scolastico sia necessario mettere al centro il benessere degli studenti e il ruolo delle scuole, come organizzazioni capaci di intervenire attivamente sulle disuguaglianze.
Negli ultimi anni, le disuguaglianze socio-economiche e culturali si sono intensificate, contribuendo a un aumento sia dell’abbandono scolastico esplicito sia di quello “implicito”, cioè il mancato raggiungimento delle competenze di base nonostante il completamento del percorso formativo. Gli studenti provenienti da contesti svantaggiati mostrano livelli più bassi di benessere: minore senso di appartenenza, minore motivazione allo studio, maggiori difficoltà relazionali e risultati scolastici inferiori.
Il peggioramento del benessere psicologico degli studenti
Parallelamente, assistiamo a un peggioramento diffuso del benessere psicologico degli adolescenti. Ansia, stress, solitudine e disagio emotivo sono sempre più frequenti, e incidono direttamente sulla capacità degli studenti di apprendere e rimanere nel sistema educativo. Questi fenomeni non sono distribuiti in modo uniforme, ma seguono linee di disuguaglianza ben precise, legate alle condizioni familiari, al contesto territoriale e alle opportunità disponibili.
Anche Milano, spesso percepita come una città dinamica e inclusiva, presenta forti contrasti. Nei quartieri periferici, i tassi di abbandono scolastico possono raggiungere livelli molto elevati, mentre nelle aree centrali restano marginali. Questo divario evidenzia come le disuguaglianze educative siano strettamente intrecciate con quelle urbane e sociali.
Il ruolo delle scuole
RISE-WELL si propone di affrontare queste sfide attraverso un approccio integrato. Il progetto analizza quattro dimensioni interconnesse (sociale, economica, culturale e di benessere) per comprendere come le disuguaglianze si accumulano e si traducono in svantaggi educativi. Ma introduce anche una prospettiva innovativa: considerare le scuole non solo come luoghi di apprendimento, ma come organizzazioni capaci di adattarsi e innovare, al fine di sostenere attivamente il benessere degli studenti e farsi strumento per combattere le diseguaglianze.
Per raggiungere questo obiettivo, adottiamo una metodologia multidisciplinare che combina dati quantitativi e qualitativi. Focalizzandoci sulla città di Milano, da un lato, raccogliamo dati su larga scala per mappare il benessere degli studenti e la sua relazione con le disuguaglianze nei diversi quartieri della città. Dall’altro, analizziamo in profondità le scuole milanesi situate in aree vulnerabili, per individuare quali pratiche organizzative, modelli di leadership e strategie educative siano più efficaci nel promuovere il benessere e prevenire l’abbandono.
La partecipazione delle comunità scolastiche
Un elemento distintivo del progetto è il coinvolgimento diretto delle comunità scolastiche. Attraverso approcci partecipativi e di co-design, lavoriamo insieme a studenti, insegnanti e famiglie per sviluppare pratiche educative orientate al benessere e alla prevenzione dell’abbandono. Questo processo non solo produce soluzioni più efficaci, ma rafforza anche il senso di appartenenza e di responsabilità condivisa all’interno delle scuole.
L’obiettivo delle politiche pubbliche
L’obiettivo finale è duplice. Da un lato, contribuire al dibattito scientifico offrendo una nuova chiave di lettura del legame tra disuguaglianze, benessere e abbandono scolastico. Dall’altro, fornire strumenti concreti per le politiche pubbliche, sviluppando modelli e indicatori che possano guidare interventi mirati nelle aree più vulnerabili.
Affrontare l’abbandono scolastico significa intervenire sulle radici delle disuguaglianze. Mettere al centro il benessere degli studenti e rafforzare il ruolo delle scuole come attori del cambiamento è, a mio avviso, una condizione essenziale per costruire una società più equa e inclusiva.