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Il costo nascosto dei ritardi negli stipendi

, di Olivia Masi - Research Fellow at the AXA Gender Lab, Bocconi University
Piccoli slittamenti nei pagamenti creano stress finanziario e aumentano il rischio di violenza domestica, anche in assenza di vere crisi economiche

Può un ritardo di pochi giorni nello stipendio peggiorare la vita all’interno delle mura domestiche? Un’analisi sugli Stati Uniti evidenzia un elemento sconcertante: piccoli scarti nei tempi di pagamento possono aumentare la probabilità che una donna subisca violenza da parte del partner.

Quando il calendario crea stress finanziario

In molte aziende private americane gli stipendi vengono pagati due volte al mese, il 15 e l’ultimo giorno. Quando però queste date cadono in un weekend o in un giorno festivo, il pagamento viene anticipato. Sembra un dettaglio tecnico, ma ha delle conseguenze: se una busta paga arriva prima e quella successiva resta invariata, la famiglia deve ‘far durare’ gli stessi soldi più a lungo. È questo allungamento forzato del periodo tra due stipendi è un financial distress, uno stress finanziario.

Uno studio che misura l’impatto sulla violenza domestica

Per capire se questo stress finanziario incida sulla violenza domestica, ho condotto uno studio con Chiara Santantonio (Assistant Professor all’Università di Bath), usando i dati del National Crime Victimization Survey tra il 1995 e il 2019 e collegandoli ai mesi in cui, per ragioni di calendario, i bilanci familiari risultano più tirati. Il risultato principale è netto: un giorno in più di ‘stretch’ aumenta la probabilità di violenza da parte del partner di circa il 20%. L’effetto è ancora più marcato per gli episodi violenti e quando la tensione cade verso la fine del mese, cioè nel momento in cui si concentrano spese poco rinviabili come affitto e bollette.

Piccole frizioni, grandi conseguenze

Il punto più interessante è che non parliamo di grandi shock, come la perdita del lavoro o un crollo del reddito, ma di una frizione breve e apparentemente minore. Proprio per questo il risultato colpisce: la violenza non reagisce solo alle crisi conclamate, ma anche a un peggioramento temporaneo della liquidità e all’ansia che lo accompagna. In altre parole, non è necessario che la famiglia diventi più povera in modo permanente: basta che, per qualche giorno, si senta più esposta e meno in controllo.

Disuguaglianze e cambiamenti nei comportamenti familiari

Il valore della ricerca sta anche nel metodo. Poiché il ritardo dipende dall’incrocio tra calendario, weekend e festività, non riflette una scelta della famiglia né un peggioramento improvviso del lavoro. Questo consente di isolare meglio l’effetto della tensione finanziaria di breve periodo. Inoltre, lo studio mostra che non si osserva un analogo aumento di altri reati: il problema non è una crescita generale della criminalità, ma una tensione che si scarica soprattutto nella relazione di coppia.
Lo studio mostra anche che l’effetto non è uguale per tutti. È più forte nelle famiglie economicamente fragili e in quelle con figli, dove i margini di adattamento sono minori. Inoltre, durante questi periodi, cambiano i comportamenti quotidiani: si riduce la spesa per il cibo fuori casa e per il tempo libero, aumenta il tempo dedicato a confrontare prezzi e cercare acquisti più convenienti.
Non emerge invece un aumento di spesa per alcol o tabacco: un risultato importante, perché suggerisce che il meccanismo non passi da un maggiore consumo di sostanze, ma da una pressione economica ed emotiva che altera gli equilibri familiari.

Implicazioni: la dimensione economica della violenza

Spesso pensiamo alla violenza domestica come a un fenomeno separato dall’organizzazione economica della vita quotidiana. Questa ricerca ricorda che tempi di pagamento, scadenze, liquidità disponibile e capacità di pianificare sono parte della storia.
Non spiegano tutto, naturalmente, ma possono aggravare situazioni fragili e trasformare un disagio economico in un rischio per la sicurezza delle donne.
Il messaggio di fondo è rilevante anche fuori dal caso americano. La violenza economica non coincide solo con la mancanza di reddito: può nascere anche dall’irregolarità, dall’incertezza, dall’impossibilità di pianificare. Per questo politiche che rendono i pagamenti più regolari, strumenti di liquidità di breve periodo e reti di protezione tempestive possono avere effetti che vanno oltre il benessere materiale. Possono ridurre una fonte invisibile di conflitto e, in alcuni casi, prevenire la violenza prima che esploda.

OLIVIA MASI

Università Bocconi
Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche