La città che divide
Le città vengono spesso raccontate come luoghi di opportunità. Tuttavia, l’accesso a queste opportunità è tutt’altro che uniforme. È da questa consapevolezza che nasce GECO (GEntrification and inequality in the City of Opportunities), un progetto di ricerca supportato dalla Fondazione Cariplo che coordino (e in cui è coinvolto anche Marco Percoco) e che studia come i processi di rigenerazione urbana stiano trasformando Milano e le sue disuguaglianze.
Non è solo il reddito
All’interno della stessa città coesistono condizioni di vita profondamente diverse. Quartieri con redditi medi molto elevati convivono con aree in cui le risorse sono significativamente più limitate. Ma il reddito, da solo, non basta a descrivere queste differenze. Per comprendere davvero le disuguaglianze urbane, è necessario considerare anche l’accesso ai servizi dalla sanità all’istruzione, dalle opportunità lavorative agli spazi culturali, e la loro distribuzione sul territorio.
Il progetto GECO adotta proprio questa prospettiva multidimensionale. Da un lato, analizziamo le disuguaglianze “oggettive”, legate a reddito, prezzi delle abitazioni e accesso ai servizi. Dall’altro, studiamo una dimensione spesso trascurata ma cruciale: le percezioni dei cittadini rispetto alle opportunità e al grado di inclusione sociale. Sappiamo infatti che il modo in cui le persone percepiscono la realtà economica e sociale influisce sulle loro scelte, sui comportamenti e anche sul sostegno alle politiche pubbliche.
Il ruolo della gentrificazione
Un elemento centrale della nostra ricerca è il ruolo della gentrificazione. I processi di rigenerazione urbana possono migliorare infrastrutture e servizi, ma comportano spesso un aumento dei prezzi delle abitazioni e lo spostamento delle fasce di popolazione più vulnerabili verso quartieri meno costosi. Questo fenomeno ridefinisce la composizione sociale dei territori e può generare nuove forme di disuguaglianza, sia nell’accesso alle opportunità sia nelle esperienze di inclusione.
Per analizzare questi processi, GECO integra fonti di dati diverse. Utilizziamo dati amministrativi e territoriali per mappare servizi, mobilità e caratteristiche socio-economiche a livello di quartiere. A questi affianchiamo la Milan Social Survey, un’indagine originale che raccoglie informazioni sulle percezioni dei cittadini, includendo aspetti come il senso di appartenenza, le relazioni sociali e la fiducia. Questa combinazione ci consente di osservare come le condizioni materiali e le esperienze soggettive si influenzino reciprocamente.
Gli obbiettivi di GECO
L’obiettivo del progetto è duplice. Da un lato, contribuire al dibattito scientifico offrendo nuove evidenze sul legame tra rigenerazione urbana e disuguaglianze multidimensionali. Dall’altro, mettere a disposizione strumenti concreti per i decisori pubblici. Intendiamo infatti sviluppare indicatori e strumenti di monitoraggio che permettano di valutare gli effetti delle trasformazioni urbane e di progettare politiche più eque ed efficaci.
Le città stanno cambiando rapidamente. Comprendere la natura e le dinamiche delle disuguaglianze urbane è una condizione necessaria per governare questi processi e per poter progettare città che siano davvero inclusive.