La scintilla olimpica
I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 segneranno un’edizione unica, destinata a distinguersi da tutte quelle che l’hanno preceduta. Rappresentano un cambio di paradigma nel modo stesso in cui i Giochi vengono immaginati: per la prima volta con due località nella denominazione, unendo la dimensione globale dell’Olimpismo con l’autenticità dei territori ospitanti, dalle città alle montagne.
Un modello finalizzato a valorizzare infrastrutture esistenti o in fase di realizzazione, ma già coerenti con piani di sviluppo di lungo periodo. Impianti che sono – o diventeranno – il meglio che l’Italia e il mondo possono offrire per ciascuna disciplina. Le bellezze naturali e le capacità organizzative dei territori dovranno bilanciare la complessità di un evento che si estende su oltre 25.000 chilometri quadrati e coinvolge più di 5,5 milioni di residenti. Un’idea di Olimpiadi e Paralimpiadi che si allarga, con pro e contro, e che anticipa modelli futuri come French Alps 2030 e Utah 2034.
I Giochi come scintilla, non come motore
Questa edizione dei Giochi non si propone come il motore della trasformazione, ma come la scintilla che lo innesca. Un catalizzatore di energie, competenze e progetti già in movimento, capace di amplificarli e renderli visibili su scala internazionale. Il CIO assegna i Giochi e con essi l’utilizzo dei cinque cerchi, uno dei simboli più riconosciuti e valoriali al mondo, in grado di esprimere eccellenza, rispetto, solidarietà e cooperazione. I Giochi diventano così una piattaforma per attrarre risorse, investimenti e nuove attenzioni verso lo sport. Medaglie e record accenderanno i cuori dei tifosi, ma l’impatto, la legacy e il valore dei Giochi si misureranno nel cambiamento che riusciranno a generare sulla società e sui cittadini.
I numeri di una legacy già in movimento
Milano Cortina 2026 ha già attivato la scintilla sin dalla loro assegnazione nel 2019, innestandosi in un Paese che – come mostrano i recenti dati ISTAT – è già più in movimento con percentuali crescenti di attività sportiva occasionale e continuativa. I Giochi rappresentano un acceleratore grazie a circa 1,3 miliardi di euro in nuovi impianti sportivi e strutture rinnovate; una forza lavoro di circa 3.000 persone, affiancata da oltre 18.000 volontari che svilupperanno nuove competenze legate agli eventi; più di 300 progetti di legacy che spaziano dalla medicina alla scuola, dagli impianti all’inclusione. 80 televisioni nel mondo saranno collegate per più di 6.500 ore di diretta, mettendo l’Italia al centro del mondo per diversi giorni.
Tutte queste evidenze attiveranno l’ecosistema sportivo genererando impatti a più livelli. L’Università Bocconi è stata chiamata a realizzare lo studio ufficiale per misurare impatti ed eredità economiche, sociali e ambientali di Milano Cortina 2026 secondo le linee guida di OCSE e CIO. La missione del CIO è racchiusa in una frase semplice ed efficace: più movimento per tutti, che significa più impianti, più praticanti, più benessere, più atleti, più spettacolo e, di conseguenza un’economia più sana e sostenibile.
Lo sport come piattaforma di sostenibilità sociale
Per la nostra società lo sport deve andare oltre le medaglie e i risultati sul campo. Il libro Colori Olimpici, scritto proprio per e con Milano Cortina 2026, propone una chiave di lettura dove lo sport è un punto centrale della sostenibilità sociale. Consente di tenere insieme prestazione ed eccellenza con benessere mentale e fisico. E’ metodo di vita: parla di nutrizione, qualità del sonno e sani stili di vita sani. Soprattutto, lo sport è socialità: significa fare squadra, lavorare con gli altri, fare volontariato, accogliere la diversità, vivere in contesti multiculturali e creare ponti tra generazioni.
Per tutti questi motivi, i Paesi che hanno lo sport al centro della propria economia sono in grado di crescere meglio sotto molti punti di vista, e ciclicamente, colgono l’opportunità di ospitare i Giochi Olimpici e Paralimpici per generare nuovi cambiamenti. Questo processo deve partire dalle scuole e dalle università, luoghi in cui si impara a conoscere lo sport e a renderlo parte della propria vita, passando da essere atleti, volontari e spettatori a diventare, domani, anche professionisti, sponsor o investitori.
Una competenza civica per il futuro del Paese
Questa visione sistemica ci ricorda che essere esperti di sport non significa solo praticarlo, seguirlo come tifosi o possedere una società sportiva. Lo sport non è un’industria come le altre: è una competenza civica universale che richiede una lettura culturale capace di coglierne intersezioni, implicazioni e connessioni con altri settori. In questo quadro, i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 non sono soltanto uno dei principali appuntamenti sportivi internazionali, ma un fattore abilitante strategico per il sistema sportivo italiano e un moltiplicatore di valore per l’economia, i territori e la cultura del Paese.
La sfida, oggi, è trasformare questa scintilla in un impatto duraturo, capace di rendere lo sport una leva strutturale di benessere, sviluppo e qualità della vita. In questa prospettiva, un modello Olimpico e Paralimpico sempre più vicino alle scuole e alle università rappresenta una scelta strategica per la formazione di cittadini consapevoli, responsabili e solidali: campioni sul campo e nella vita.
Il libro
Lo sport è un potente motore di sviluppo economico, sociale e culturale, e le Olimpiadi e Paralimpiadi sono la scintilla capace di ampliare opportunità e visioni per tutti, come spiega Dino Ruta nel volume Colori Olimpici, (Egea, 2025, pagg. 256, €13,90).