Il ritorno strategico del gas
Le fonti energetiche negli ultimi 5 anni sono diventate uno dei crocevia delle politiche di decarbonizzazione e delle tensioni economiche e geopolitiche che interessano l’Europa e il nostro Paese. Lo sviluppo delle fonti rinnovabili promosso dalla Commissione Europea ha portato ad un costante aumento dello stock di impianti solari ed eolici e ad un contributo crescente di queste fonti alla produzione di elettricità (+150% nel periodo 2019-24) assicurando nel 2024 il 47% della produzione di elettricità. Il carbone e il gas naturale hanno visto una costante riduzione del proprio peso, e contribuiscono nel 2024 al 29% della produzione elettrica. Il gas naturale per usi domestici, pur rimanendo la fonte più importante per il riscaldamento, nel quinquennio 2019-24 si è ridotto del 21%.
Dopo l'invasione russa
Il mercato del gas naturale ha inoltre conosciuto un profondo shock con l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 e la riduzione delle importazioni Europee dalla Russia, in primo luogo per Germania e Italia, con la prospettiva nei prossimi due anni di un azzeramento. Queste tensioni si sono riflesse in una crescita del prezzo del gas naturale, attestatosi nell’estate del 2022 su valori pari a oltre 10 volte il prezzo medio della fase precedente. La forte riduzione delle importazioni dalla Russia ha visto una crescita negli acquisti via gasdotto dall’Algeria, dall’Azerbaijan e dalla Norvegia, assieme a una crescita costante delle importazioni di gas naturale liquefatto. Questo, a differenza delle importazioni via gasdotto, avviene via mare e si colloca quindi in un mercato di dimensione mondiale. L’Italia ha potenziato i propri terminali di rigassificazione, aumentando l’importanza di questa fonte, che anche in altri paesi, tra cui spicca la Spagna, svolge un ruolo molto importante.
Le ripercussioni sul mercato elettrico
Le tensioni sul mercato del gas si sono inoltre trasmesse, durante la crisi energetica 2022-23, al mercato dell’energia elettrica, nel quale gli impianti a gas, nonostante il peso decrescente nella produzione totale, in molte fasi rappresentano la tecnologia marginale e più costosa, determinando il prezzo all’ingrosso per tutti gli altri produttori. I prezzi esorbitanti corrisposti in questa fase agli impianti meno costosi, tra cui le rinnovabili, hanno comportato una rendita abnorme che ha attivato misure di contenimento differenti da paese a paese dell’Unione, pur non riuscendo a cancellare l’effetto inflattivo del gas sull’elettricità.
Questo scenario lascia aperta una molteplicità di problemi che riguardano sia l’evoluzione futura di breve periodo che le prospettive a più lungo termine. La riduzione della dipendenza dal gas russo ha comportato un peso crescente del gas naturale liquefatto, esponendo potenzialmente l’Europa ad una dipendenza dagli Stati Uniti, oggi il maggiore fornitore di questa fonte. Al contempo, essendo il gas naturale liquefatto un mercato globale, l’Europa è esposta alle tensioni e alle tendenze delle altre grandi aree economiche del pianeta: un aumento dei consumi di gas nei paesi asiatici, ad esempio, comporta un aumento nel prezzo del gas naturale liquefatto pagato sulle importazioni dai paesi europei.
Un futuro di grandi consumi
In una prospettiva di più lungo termine, numerosi fattori suggeriscono una crescita significativa dei consumi di elettricità nel medio periodo. Tra questi fattori, la sostituzione, ad esempio, del riscaldamento da fonti fossili con quelle elettriche associate alle pompe di calore. Analoghe tendenze alla sostituzione si possono prevedere in molti processi industriali, con un passaggio dai combustibili fossili all’elettricità. Infine, pur con le incertezze nel calendario proposto dalla Commissione Europea, lo sviluppo della mobilità elettrica appare in prospettiva inevitabile. Infine, va preso in seria considerazione l’impatto dei data center e le server farms, anche legate agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, sulla domanda di energia elettrica per il funzionamento e raffreddamento di queste infrastrutture.
Una nuova alba per il gas?
Come verrà soddisfatta questa crescente domanda di energia? Sarà guidata da uno sviluppo costante della produzione di energie rinnovabili, con un peso via via minore degli impianti fossili? E, tuttavia, questo ruolo accresciuto delle fonti rinnovabili, caratterizzate da discontinuità e non programmabilità, richiederà una capacità di produzione di back-up affidata a impianti a gas, o potrà beneficiare dei nuovi sistemi di accumulo? E quindi, il gas, abbandonato nei consumi finali a favore dell’elettricità, troverà un’insperata seconda giovinezza nella crescita della produzione di elettricità? Questa è oggi la questione cruciale su cui interrogarsi.