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All’inaugurazione dell’Anno Accademico 2026-2027, l’Università pone la mobilità sociale al centro della propria strategia. Oltre 350 milioni di euro per il sostegno agli studenti e alle studentesse nel periodo 2026-2030, oltre 1.900 studenti studiano gratuitamente grazie a un esonero totale. Billari: “Il talento è ovunque, le opportunità no”

Fare dell’istruzione non la conferma di un destino, ma l’inizio di una possibilità. È l’impegno con cui l’Università Bocconi ha inaugurato oggi l’Anno Accademico 2026-2027, il centoventicinquesimo dalla sua fondazione, scegliendo la mobilità sociale come chiave per riflettere sul ruolo dell’università nella costruzione di una società più aperta e capace di generare sviluppo.

La cerimonia, aperta dal presidente Andrea Sironi, ha riunito nell’Aula Magna le diverse dimensioni della comunità Bocconi. Alla voce del corpo studentesco, rappresentata da Giulia Gambardella, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Università, sono seguiti l’intervento di Riccardo Taranto, Managing Director che concluderà il proprio mandato a novembre, e la relazione del Rettore Francesco Billari. A concludere la mattinata è stata Gita Gopinath, Gregory and Ania Coffey Professor of Economics ad Harvard University, con una lectio magistralis dal titolo Il futuro dell’economia globale e il tuo ruolo al suo interno.

Una giornata costruita attorno a una domanda che riguarda non solo l’università, ma l’intera società: quanto pesano ancora le condizioni in cui si nasce sulle opportunità che si incontrano nel corso della vita?

“La qualità di un’università non si misura soltanto nella sua capacità di attrarre e formare persone di talento, ma anche nella disponibilità ad assumersi una responsabilità verso la società”, ha dichiarato Andrea Sironi, Presidente dell’Università Bocconi. “È questa la direzione indicata dal Piano Strategico Bocconi 2026-2030 e dalla Vision 2035: continuare a essere un’Istituzione indipendente, internazionale e orientata all’eccellenza, capace di integrare le Scienze Sociali con le altre Scienze e di utilizzare le nuove tecnologie in modo consapevole e responsabile. Accesso, inclusione, ricerca, innovazione e impatto sociale fanno parte di un unico progetto: ampliare le opportunità senza rinunciare alla qualità”.

Una società aperta non spreca talento

Nella sua relazione, dedicata a Istruzione e mobilità sociale: le società aperte generano sviluppo, Francesco Billari ha ricostruito il ruolo dell’istruzione come principale infrastruttura sociale e democratica capace, nel corso della storia, di indebolire il legame tra origine e destino.

La mobilità sociale, ha sottolineato, non è soltanto una questione di equità. Quando capacità e talento non trovano opportunità, perde l’intera società: diminuiscono innovazione, produttività e crescita. I cosiddetti “lost Einsteins” e “lost Marie Curies” sono talenti che non arrivano a esprimersi pienamente non perché manchino capacità, ma perché reddito, genere, ambiente familiare e reti continuano a influenzare le possibilità individuali.

“Il talento è ovunque, le opportunità no”, ha affermato Francesco Billari, Rettore dell’Università Bocconi. “Per questo non basta aprire le porte. Dobbiamo fare in modo che chi ha talento sappia che quelle porte esistono, possa attraversarle e trovi, una volta entrato, le condizioni per restare, crescere e fare la differenza. Mobilità sociale ed eccellenza non sono obiettivi alternativi: una società più aperta utilizza meglio il proprio talento e genera più valore per tutti”.

Le disuguaglianze, ha ricordato Billari, iniziano infatti molto prima dell’università: nella prima infanzia, nella scuola, nelle aspettative familiari e nei processi di orientamento. Possono poi continuare durante gli studi e perfino dopo la laurea, nell’accesso al lavoro, alle reti professionali, all’imprenditorialità e alle opportunità di formazione lungo l’intero arco della vita.

Oltre 350 milioni per sostenere studentesse e studenti

È lungo questo intero percorso che si sviluppa l’impegno di Bocconi. Attraverso Bocconi4Access to Education, l’Università mette a disposizione un sistema di agevolazioni fondato sul merito accademico e sul bisogno economico.

Oggi, come nei primi anni di vita dell’Ateneo, uno studente su tre riceve una forma di sostegno, che può comprendere la copertura totale o parziale delle tasse, una borsa di studio o l’alloggio. Sono più di 1.900, in particolare, gli studenti e le studentesse che studiano gratuitamente grazie a un esonero totale.

Nel 2025 l’investimento complessivo in sostegno agli studenti è stato pari a 57 milioni di euro. Nel quinquennio 2026-2030 Bocconi prevede di destinare a questo impegno oltre 350 milioni di euro.

Anche l’alloggio rappresenta una componente decisiva dell’accessibilità, soprattutto per chi arriva da fuori Milano. Il sistema delle residenze universitarie mette oggi a disposizione circa 2.800 posti letto, comprendendo i 700 nuovi posti del Villaggio Olimpico.

A questi strumenti si affiancano programmi dedicati a studentesse e studenti che rischiano di non essere raggiunti dai tradizionali canali del diritto allo studio. Una Scelta Possibile, avviato nell’Anno Accademico 2013-2014, ha coinvolto in tredici edizioni 187 studenti e studentesseprovenienti da condizioni di svantaggio sociale ed economico. Il 95% degli studenti ha conseguito la laurea.

Con i Bocconi Inclusion Programs, l’impegno si estende a rifugiati e studenti ad alto potenziale provenienti da contesti di povertà, instabilità politica o conflitto. Nell’Anno Accademico 2026-2027 il programma accoglie 36 nuovi immatricolati da 16 Paesi, tra cui cinque provenienti dalla Striscia di Gaza.

L’ingresso di Bocconi in Me.Mo. – Merito e Mobilità Sociale, il programma nazionale promosso dalla Scuola Superiore Sant’Anna e sviluppato con la Rete MERITA, rafforza inoltre l’azione prima dell’accesso universitario, quando possono formarsi autoselezione, rinuncia e distanza percepita dall’università.

Dall’accesso all’intelligenza artificiale

La mobilità sociale passa oggi anche dall’accesso alle nuove tecnologie e dalla capacità di utilizzarle. L’intelligenza artificiale può ampliare enormemente le opportunità di apprendimento, ricerca e lavoro, ma può anche creare un nuovo divario tra chi dispone già di strumenti, competenze e contesti favorevoli e chi parte più indietro.

Per questo Bocconi sta lavorando perché l’IA diventi una competenza realmente accessibile a tutto il corpo studentesco. Il Piano Strategico prevede il rafforzamento delle infrastrutture tecnologiche, l’integrazione degli strumenti di intelligenza artificiale nella didattica e lo sviluppo di competenze diffuse per un utilizzo esperto, critico e responsabile. In questa direzione si inseriscono gli accordi con alcuni dei principali attori globali del settore, tra cui OpenAI, Google e Anthropic, oltre all’adozione di piattaforme specializzate per l’ambito giuridico come Harvey, Legora e Lexroom.

L’obiettivo non è semplicemente mettere nuovi strumenti a disposizione degli studenti e delle studentesse, ma fare in modo che il loro utilizzo entri concretamente nei processi di apprendimento e diventi parte del patrimonio di competenze di ciascuno. In questo senso, l’accesso all’intelligenza artificiale è anche una questione di mobilità sociale: evitare che una tecnologia destinata a incidere profondamente sullo studio e sul lavoro diventi un ulteriore vantaggio per chi parte già da una posizione privilegiata.

La mobilità continua nel lavoro e lungo tutta la vita

La mobilità sociale non si esaurisce con l’ingresso all’università e neppure con la laurea. Anche il passaggio al mondo del lavoro può continuare a essere condizionato dall’origine sociale, dalle reti disponibili, dalla possibilità di accettare stage poco o non retribuiti e dalla capacità di negoziare all’interno delle organizzazioni.

Nel suo intervento Billari ha richiamato il tema del “class ceiling”, le barriere che possono rallentare la progressione di carriera di chi proviene da contesti meno privilegiati anche a parità di qualifiche. Per imprese e organizzazioni, contrastare questi meccanismi non è soltanto una scelta di equità: significa valorizzare meglio il capitale umano disponibile e ampliare la diversità delle esperienze e dei punti di vista nei processi decisionali.

In un’epoca caratterizzata da vite più lunghe e da un cambiamento tecnologico sempre più rapido, la mobilità sociale riguarda inoltre la possibilità di continuare a imparare, aggiornarsi e costruire nuove traiettorie professionali. È qui che il lifelong learning diventa parte integrante dell’uguaglianza delle opportunità: se l’accesso alla formazione continua resta concentrato tra chi dispone già di maggiori risorse, il cambiamento tecnologico rischia di ampliare anziché ridurre le disuguaglianze.

Su questo fronte, SDA Bocconi School of Management ha destinato ogni anno, dal 2022, 5 milioni di euro a borse ed esenzioni per i programmi Master. In media, circa 250 partecipanti all’anno, pari al 27% degli studenti Master, hanno beneficiato di queste misure. Sempre dal 2022, un milione di euro all’anno è stato destinato a favorire l’accesso delle donne ai programmi open executive.

Dal 2027, secondo il piano strategico di SDA Bocconi, questi strumenti saranno ulteriormente rafforzati con l’introduzione del nuovo fondo Learning Without Limits, pensato per consentire l’accesso ai programmi executive anche a partecipanti e organizzazioni che altrimenti non potrebbero beneficiare di opportunità di formazione avanzata. L’obiettivo è estendere il principio dell’accessibilità oltre gli anni dell’università, accompagnando persone e organizzazioni lungo l’intero arco della vita professionale. 

Costruire opportunità che durano

L’inaugurazione ha rappresentato anche l’occasione per riconoscere il contributo di Riccardo Taranto, Managing Director e Alumnus Bocconi, che concluderà il proprio mandato nel novembre 2026 dopo aver accompagnato negli ultimi anni la crescita e la trasformazione dell’Ateneo.

“Un’università realizza la propria missione quando una visione diventa capacità organizzativa, servizi, spazi e risorse a disposizione degli studenti e delle studentesse, della facultyi e della società”, ha dichiarato Taranto. “Ciò che conta è costruire istituzioni solide, capaci di evolvere e di rendere possibili progetti che continuino ben oltre le singole persone e il tempo dei loro incarichi”.

È anche in questa prospettiva che si inserisce la natura no profit di Bocconi: le risorse generate e raccolte vengono reinvestite nella didattica, nella ricerca, nel sostegno agli studenti e nello sviluppo dell’Ateneo. Nella stessa logica si colloca A Place for the Future, la campagna di fundraising attraverso la quale Bocconi punta a raccogliere 200 milioni di euro entro il 2030. Tra il 2021 e il 2025, oltre 6.700 Donor hanno permesso di raccogliere 90 milioni di euro. Il 47% delle donazioni è stato destinato al sostegno degli studenti e, nell’Anno Accademico 2025-2026, 380 studentesse e studenti sono stati sostenuti grazie ai Donor.

“L’abbiamo costruita insieme”

La cerimonia ha infine richiamato il messaggio di We Made It, che accompagna il centoventicinquesimo anno di Bocconi.

Non soltanto “ce l’abbiamo fatta”, ma “l’abbiamo costruita insieme”: dietro ogni traiettoria di mobilità sociale ci sono persone, famiglie, insegnanti, istituzioni, Alumni e comunità che hanno contribuito a rendere possibile un passaggio.

“Un’università non può da sola correggere tutte le disuguaglianze”, ha concluso Billari. “Ma può, anzi deve, scegliere se limitarsi a selezionare il talento già visibile o costruire le condizioni perché altro talento diventi visibile. È questo l’impegno con cui apriamo il nuovo anno accademico: fare dell’istruzione non la conferma di un destino, ma l’inizio di una possibilità”.