Un tango che si balla in due
L’analisi economica ci insegna che condizione necessaria, ancorché non sufficiente, per avere una politica monetaria efficace è la trasparenza della banca centrale, che include il render conto (accountability) del suo operato. Ma la trasparenza, come il tango, è una danza che si balla in due. Perché il render conto della Banca centrale europea (BCE) sia efficace occorrono politici che sappiano esercitare con efficacia il loro diritto-dovere di chiedere alla banca centrale di spiegare le sue scelte. Il Parlamento Europeo deve fare un salto di qualità nei rapporti con la BCE. I quesiti dei Parlamentari devono possedere due qualità: competenza e sensibilità europea. Finora non è stato così.
Le domande sbagliate
Una analisi delle interrogazioni parlamentari negli anni 1999-2019 (Ferrara et al. 2022) mostra che i parlamentari non si sono concentrati su quello che è il compito principale della BCE – tutelare la stabilità monetaria – e che inoltre le loro domande erano correlate alla situazione economica del Paese di provenienza, non a quelle dell’area dell’Unione nel suo complesso.
Nello studio è stata ricostruita la “voce” dei politici europei in materia di accountability, esaminando le audizioni della BCE davanti ai membri del Parlamento Europeo (MEP) nei cosiddetti Dialoghi Monetari trimestrali. Lo studio è rilevante per più di una ragione. Innanzitutto, in quanto banca centrale sovranazionale, la performance della BCE è soggetta al vaglio di politici le cui preferenze possono variare non solo a seconda dell’appartenenza politica, ma anche del Paese di provenienza. Quindi può essere rilevante non solo l’ideologia, ma anche la dimensione temporale, nonché la geografia.
Inoltre, la BCE ha un mandato primario che individua la stabilità dei prezzi come suo obiettivo primario, subordinando ad esso il perseguimento di altre finalità macroeconomiche. Queste caratteristiche dell’assetto di governo della banca centrale di Francoforte ci permettono di verificare chiaramente se i politici, nei loro interventi, enfatizzano l’obiettivo principale, oppure le finalità secondarie. Dall'analisi quantitative dei testi emergono almeno due risultati interessanti ed originali.
Come i politici considerano il ruolo della Bce
In primo luogo, si dimostra che il punto di vista dei politici sulle responsabilità della BCE non è conforme al dettato istituzionale. In particolare, si scopre che i membri del Parlamento europeo non sempre ritengono la banca centrale responsabile del raggiungimento dell'obiettivo primario della stabilità dei prezzi. Allo stesso tempo, gli stessi politici appaiono convinti che la banca centrale sia responsabile di andamenti macroeconomici diversi da quello dell’inflazione. In altri termini, la richiesta di spiegazioni e motivazioni non viene espressa rispetto a quella che deve essere la bussola principale dell’azione di politica monetaria, che – è importante ricordarlo – è il pilastro che giustifica l’indipendenza di una banca centrale.
Infatti, sia l’analisi economica che la storia hanno dimostrato che condizione necessaria, ancorché non sufficiente, per avere una politica monetaria efficace è che essa venga gestita da una burocrazia tecnica – la banca centrale – che sia separata dai governi in carica. Altrimenti il rischio è che lo “stampar moneta” venga usato in maniera miope dal politico di turno, per ragioni ideologiche e/o elettorali, causando alla fine solo cattivi risultati macroeconomici.
In secondo luogo, emerge che, nel periodo in esame, il motore delle domande degli eurodeputati è stato quello dei differenziali di disoccupazione nei loro collegi elettorali. In altri termini, più alto è il tasso di disoccupazione, minore è stata l'attenzione, in media, del singolo deputato alla stabilità dei prezzi.
Interrogazioni dettate dalla convenienza elettorale
Insomma: i politici europei hanno avuto una condotta distorta, chiedendo conto alla BCE del suo operato non in conformità con quello che il dettato istituzionale prescrive, ma seguendo le suggestioni suggerite dalla convenienza elettorale. Sarà interessante vedere se anche la recente fiammata inflazionistica che ha caratterizzato l’area Euro sarà filtrata dai politici di Bruxelles con gli occhiali del particolarismo ideologico e territoriale, oppure ci sarà un salto di qualità. Come cittadini europei lo si deve sperare.