I fondamentali invisibili delle criptovalute
Per anni, le criptovalute sono state descritte come mercati senza ancore: niente dividendi, niente flussi di cassa, niente bilanci, nessun valore fondamentale evidente. I prezzi salgono e scendono con estrema violenza, le narrazioni cambiano rapidamente e l’attenzione sembra spesso muoversi più velocemente della tecnologia stessa. Ma si tratta davvero di un mercato privo di fondamentali? Oppure i suoi fondamentali sono semplicemente diversi da quelli che la finanza è abituata a osservare e scontare?
I fondamentali diversi delle criptovalute
Questo è il punto di partenza della nostra ricerca sul predictive sorting nelle criptovalute. La domanda non è se Bitcoin o Ethereum possano essere valutati come un’azione. Non possono esserlo. La domanda più interessante è se i mercati crypto contengano segnali che ci aiutano a capire che cosa gli investitori, collettivamente, si aspettano. Se una blockchain è una rete, l’intensità della partecipazione dovrebbe contare. Se la sicurezza richiede potenza computazionale, l’hash rate, cioè la potenza computazionale totale utilizzata dai miner per validare le transazioni e rendere sicura la rete Bitcoin, dovrebbe contare. E se i prezzi sono plasmati da attenzione, paura ed entusiasmo, anche il sentiment dovrebbe contare.
Tre segnali per leggere il mercato
Analizziamo tre segnali: utenti attivi, hash rate e intensità delle ricerche su Google. Il primo cattura la partecipazione alla rete. Il secondo cattura le risorse impegnate per rendere sicura una blockchain. Il terzo cattura l’attenzione del pubblico. Nella finanza tradizionale, fondamentali e sentiment sono spesso trattati come mondi separati. Nelle crypto, coesistono in modo quasi visibile. Un protocollo può essere tecnicamente robusto ma ignorato. Un token può attirare attenzione e non avere fondamentali solidi. Le aspettative si formano nel mezzo della tensione tra queste forze.
Le evidenze del nostro lavoro suggeriscono che questa tensione sia informativa. Utilizzando dati settimanali da agosto 2015 ad aprile 2025, ed estendendo successivamente l’analisi a 40 criptovalute, troviamo che questi segnali aiutano a prevedere i rendimenti fuori campione. Questo è importante perché l’esercizio non si limita a spiegare il passato con il senno di poi. Ai predittori fondamentali viene chiesto di prevedere i prezzi delle criptovalute in tempo reale, confrontandosi con un semplice benchmark basato sui rendimenti medi storici. Nella maggior parte dei casi, ci riescono.
Prevedibilità, attenzione e valore economico
Questo risultato è particolarmente sorprendente perché il potere predittivo non è confinato agli asset per i quali i segnali sembrano più naturali. L’hash rate è tecnicamente legato ai sistemi proof-of-work, eppure contiene informazioni anche per criptovalute non minabili. Questo suggerisce che i fondamentali della blockchain possano funzionare non solo come variabili ingegneristiche, ma anche come indicatori di mercato più ampi di fiducia, sicurezza e attività. Allo stesso modo, il sentiment su Google non è solo rumore. Spesso ha una performance pari a quella di indicatori blockchain più convenzionali. L’attenzione non è esterna alla formazione dei prezzi crypto. È parte dell’infrastruttura del mercato.
Questo significa che i rendimenti crypto diventano facili da prevedere? No. Significa qualcosa di più modesto, e più utile: alcune criptovalute sono più prevedibili di altre e questa differenza ha valore economico. Quando ordiniamo le criptovalute in base alla performance predittiva passata, comprando quelle con maggiore prevedibilità e vendendo quelle con minore prevedibilità, le strategie generano rendimenti positivi e alpha significativi. L’effetto è più forte quando la prevedibilità è misurata in termini corretti per il rischio. Per gli investitori, una previsione conta solo se migliora il compromesso tra rendimento e rischio.
Un modo più disciplinato di leggere le crypto
Che cosa cambia questo nel modo in cui leggiamo i mercati crypto? Primo, suggerisce che i mercati crypto non siano puri casinò guidati dalle fluttuazioni del sentiment. Reagiscono all’attenzione, ma l’attenzione stessa può essere misurata e interpretata. Secondo, variabili blockchain come utenti e hash rate non sono semplici dettagli tecnici. Forniscono tracce misurabili di adozione, sicurezza e fiducia. Terzo, il confine tra fondamentali e umore del mercato è insolitamente poroso. Nelle crypto, uso, fiducia e attenzione si muovono insieme più strettamente che nelle asset class tradizionali.
Il punto non è che gli asset crypto possano ora essere valutati con gli stessi strumenti usati per azioni o obbligazioni. Non possono. Il punto è più limitato, ma importante: l’attività sulla blockchain e l’attenzione degli investitori contengono informazioni che i mercati sembrano elaborare. Per ricercatori e investitori, questo offre un modo più disciplinato di guardare a un mercato spesso descritto come puramente speculativo: non cercando un unico fondamentale definitivo, ma chiedendosi quali segnali osservabili aiutino a distinguere il rumore dall’informazione economicamente utile.