Un’idea per rilanciare Milano
In un momento di grande perplessità sulla situazione economica complessiva e di paura per una recessione che indebolisca ancora di più l'economia dei paesi occidentali, e del nostro in particolare, avere delle idee che possano contribuire a creare valore e quindi opportunità è importante. Lo è per tutti i settori e quindi anche per la moda, industria indubbiamente rilevante nel sistema Italia. La moda è uno di quei settori in cui siamo ritenuti eccellenti, il Made in Italy è un elemento che attira anche da un punto di vista mediatico e le aziende italiane sono considerate delle best practice.
Anche la moda però soffre di un problema d'identità legato a un corretto posizionamento del concetto di Made In Italy. Cosa si esprime con questo termine? È la capacità di matrice artigianale nel saper fare i prodotti? È il gusto del bello trasferito nella creatività e nel design? È un modo per rendere vivo il concetto di lifestyle? Probabilmente un insieme di tutto questo. Ma come è possibile mantenere e presidiare il Made in Italy in un mondo che si sta sempre di più globalizzando? Ci si deve limitare alla difesa anacronistica del luogo di origine senza considerare il passaporto dello stilista e la provenienza della tecnologia e dei materiali utilizzati nel prodotto, oppure si può pensare a un marchio di qualità che prescinda dall'organizzazione della catena di fornitura?
Noi pensiamo che sia opportuno provare a spingersi su questa seconda ipotesi cercando di promuovere sempre di più iniziative che facciano di Milano in particolare e dell'Italia in generale il posto pulsante e la testa pensante del mondo industriale e dei servizi che gravitano intorno alla moda, allo stile, al lusso, al design a tutto ciò che è riconducibile alla creatività. Per fare questo bisogna creare dei meccanismi di varia natura (normativi, fiscali, finanziari) che facciano crescere iniziative di formazione di livello internazionale, incubatori di nuove imprese, un sistema di servizi adeguato, dando vigore a progetti che per il momento sono ancora embrionali.
Qual è il ruolo della tecnologia in tutto questo? E quali le convergenze con la moda?
La tecnologia sta diventando sempre più di moda e grazie alla pervasività tecnologica (sempre on, sempre online), i processi di comunicazione e di promozione dei prodotti, lo sviluppo di community di consumatoriben identificate, l'importanza sempre più crescente della "Generazione Y", stanno creando nuovi spazi di sviluppo. L'Italia è all'avanguardia, contrariamente a quello che molti pensano, nelle applicazioni della tecnologia e nella ricerca applicata e potrebbe diventare il motore di un nuovo modo di approcciare al consumatore, molto più diretto, molto più coerente con i nostri giorni. Sfruttare la moda della tecnologia per aprire nuovi servizi e nuovi prodotti è una opportunità che abbiamo tutte le conoscenze per cogliere e che dobbiamo cogliere.
Recentemente durante la cerimonia in cui ha ricevuto la Legion d'Onore dalle mani del presidente della Repubblica francese, Luca Cordero di Montezemolo ha detto che "l'Italia è riuscita celebrare il matrimonio tra arte e tecnica e a dimostrare di essere un paese forte, capace di guardare al futuro". Non possiamo che essere d'accordo anche se tutto il potenziale non è stato ancora espresso.