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Una funzione in gioco

, di Claudio Todesco
Alessandro Paparelli, laureato nel 2000 e vice presidente risorse umane di Kering Asia Pacific, spiega come cambia il settore HR

Innovazione diffusa, forza lavoro liquida, attrazione e gestione dei talenti, employee experience, servizi self service. Alessandro Paparelli, Vice Presidente delle Risorse Umane di Kering Asia Pacific, racconta presente e futuro della funzione di HR legata sempre più saldamente a business e top management.

Il concetto di lavoro è in via di trasformazione. In che modo l'HR risponde o guida il processo di cambiamento?
Il problema a mio parere è che il lavoro non si è trasformato abbastanza. Come dimensione fondamentale della vita di ognuno, dovrebbe essere naturale che il lavoro sia in continuo cambiamento, di pari passo con le evoluzioni degli stili di vita, delle infrastrutture, della tecnologia. Eppure capita di guardarsi attorno e vedere un ufficio che lavora non troppo diversamente da un secolo fa. L'HR ha in mano le leve per cambiarlo (policy, regole, aspetti contrattuali, incentivi, selezione e sviluppo dei talenti, facilities...) e ha nei decenni scorsi anche conquistato un posto al tavolo delle decisioni: non ci sono scuse per non prendere l'iniziativa. Anche con coraggio, quando serve.

Nelle aziende convivono varie generazioni di lavoratori con conoscenze, aspirazioni, bisogni differenti. La gestione di tale convivenza è un aspetto significativo del lavoro dell'HR di oggi e domani?
Forse anche di ieri! La diversità è sempre un patrimonio non solo da gestire, ma da promuovere. E in questo senso sempre pienamente nel ruolo dell'HR. Mi preme però dire che per altri versi forse è bene che le diversità non vengano gestite affatto: che vengano in contatto, e magari a volte si scontrino, senza intermediazione. Un principio che mi piace ripetere è che – ferme le competenze e il rispetto – dovremmo essere sempre in grado di lavorare con tutti, anche quando hanno caratteri, stili, abitudini, opinioni diverse dalle nostre. Detto questo, la diversità generazionale dei nostri tempi sta offrendo spunti molto interessanti, come ad esempio nel caso dell'inverse mentoring, in cui sono i giovani a "insegnare" ai più maturi.

Che cosa significa avere di fronte a sé una forza lavoro sempre più frammentata?
Sono in molti ormai a parlare di liquid workforce per descrivere la forza lavoro del futuro: frammentata, non stabile e con soluzioni sempre più personalizzate. Questo sposterà l'attenzione dell'HR verso la gestione della compessità e il disegno dell'employee experience, oltre a mantenere un forte focus nell'attrazione e gestione dei talenti.

I processi di outsourcing dell'HR continueranno?
Credo che l'outsourcing in campo HR sia una componente strutturale, soprattutto nei transactional services. La funzione HR in generale, invece, la vedo al contrario sempre più "in-sourced", con una crescente esigenza di essere legata a doppio e triplo filo con il business e il top management.

Cos'è il self service nei servizi HR?
Ci sono molti aspetti dell'amministrazione del personale in cui per troppo tempo la funzione ha svolto il mero ruolo di "smistatore": gestione ferie, buste paga, gestione presenze eccetera, ma anche alcuni aspetti di Compensation & Benefits o relativi alla formazione. Tutto questo si può gestire in self service con minor carico amministrativo sulla funzione (che così ha più risorse per attività a valore aggiunto) e un miglior servizio per gli utenti. Gucci ha lanciato da un paio d'anni con grande successo una bellissima app per moduli formativi che possono essere gestiti on demand, mentre sul versante C&B tutti gli executive del gruppo possono ora gestire autonomamente il proprio piano di incentivi a lungo termine attraverso un software dedicato.

Nel futuro dell'HR c'è anche l'analisi di dati per la valutazione dei dipendenti?
Non credo. L'uso degli HR analytics crescerà sicuramente, ma a supporto del controllo e della visione startegica. L'applicazione diretta alla performance può addirittura dare risultati controproducenti.

In che modo state affrontando i cambiamenti?
Uno degli aspetti che più mi entusiasma in Kering è l'innovazione diffusa. Quando vi porgiamo un biglietto da visita, sul retro trovate il nostro motto: "Empowering Imagination". Senza scomodare Marcuse, penso la dica lunga su questo spirito. Che nel nostro campo è forse particolarmente accentuato: fra gli ultimi progetti ci sono soluzioni di gaming lanciate in Cina su piattaforme social per il recruiting del personale di negozio, un sistema "Core HR" interamente pensato per l'uso mobile, il continuo miglioramento dei nostri talent analytics dashboards, progetti per sinergie nei transactional services, nuove forme di flessibilità pensate soprattutto per le mamme al lavoro... Abbiamo una funzione HR che sfida se stessa e guarda al futuro in maniera progressista. Insomma: piuttosto rock and roll.