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Una combinazione vincente: primo posto per studenti della Bocconi e un loro professore allo SwissHacks 2026

, di Tomaso Eridani
Un team di studenti della Bocconi, insieme al professor Adam Polak, si è aggiudicato la vittoria all’hackathon internazionale dedicato al fintech

Una combinazione di conoscenze, innovazione e lavoro di squadra tra gli studenti della Bocconi e un loro professore ha portato alla vittoria all’hackathon internazionale SwissHacks 2026, tenutosi a Zurigo il mese scorso. Luca Amigoni, Giulio Sighieri e Yucheng Zhong, tutti studenti del MSc in Data Science and Business Analytics, e Max Yakubovskiy, studente del WBB, insieme ad Adam Polak, assistant professor presso il Dipartimento di Computing Sciences, hanno trionfato con la loro idea di ripensare, grazie all’intelligenza artificiale, le relazioni tra clienti e gestori nel settore del private banking.

SwissHacks 2026 è uno dei più grandi hackathon fintech della Svizzera, promosso dall’agenzia governativa svizzera Segreteria di Stato per la finanza internazionale (SIF), che riunisce studenti, sviluppatori, imprenditori e innovatori per una sfida di 48 ore a Zurigo. I partecipanti lavorano in team per risolvere problemi reali nel settore finanziario, realizzare prototipi creativi e presentare le loro idee a esperti del settore. Quest’anno la competition ha visto la partecipazione di 42 team.

«Quando a febbraio abbiamo discusso della possibilità di partecipare come squadra, abbiamo pensato di chiedere al prof. Polak, di cui all’epoca seguivamo il corso di Algoritmi, di unirsi a noi; lui ci ha risposto che, sebbene fosse una richiesta insolita, era molto felice di collaborare con noi», racconta Giulio. «Una volta arrivati a Zurigo per l’evento, abbiamo incontrato Max, uno studente del World Bachelor in Business che aveva trascorso un anno alla Bocconi, e abbiamo coinvolto anche lui nel nostro team.»

A Zurigo il team ha partecipato alla sezione della competizione ideata da Julius Baer. La sfida era incentrata sul ripensamento del digital banking per i clienti del private banking: progettare esperienze bancarie innovative che rendessero la gestione patrimoniale più intuitiva, personalizzata e sicura, pur continuando a sostenere lo stretto rapporto tra i clienti e i loro relationship manager.

«La sfida è stata molto intensa. Abbiamo trascorso molte ore a discutere le possibilità, anche interagendo con i rappresentanti di Julius Baer, e poi abbiamo lavorato tutta la notte per sviluppare la nostra idea di prodotto e il software necessario», racconta Giulio. «La nostra idea era un prodotto per la gestione delle relazioni che utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare in tempo reale la conversazione tra un gestore e un cliente e fornire consigli e suggerimenti immediati ed efficaci.»

«Il secondo giorno abbiamo presentato e illustrato la nostra idea alla giuria ed è stata una grande soddisfazione arrivare primi nella nostra sezione», dice Giulio. «È stato un grande lavoro di squadra ed è stato molto gratificante mettere in pratica ciò che avevamo imparato in classe.»

«Non avevo mai partecipato a un hackathon prima d’ora e sono molto felice che gli studenti mi abbiano invitato a partecipare. Ho imparato molto dai miei compagni di squadra durante quelle 48 ore davvero intense», afferma il prof. Polak. «Nel private banking è quasi un cliché affermare che le relazioni umane siano la pietra angolare, ma questo si è rivelato vero proprio durante l’hackathon, dove le competenze tecniche erano solo una parte del successo. Sono state fondamentali sia le relazioni all’interno del team – dove abbiamo dovuto imparare molto rapidamente a fidarci l’uno dell’altro e a anteporre il lavoro di squadra agli interessi personali – sia quelle con i partner aziendali, per comprenderli correttamente e capire le loro esigenze».

ADAM TEODOR POLAK

Università Bocconi
Dipartimento di Scienze della Computazione
Assistant Professor