Bocconi porta l’intelligenza artificiale nella formazione dei giuristi
L’intelligenza artificiale sta già cambiando il modo in cui il diritto viene studiato, interpretato e applicato nella pratica professionale. Per questo la Scuola di Giurisprudenza della Bocconi avvia un programma di collaborazione con alcuni tra i principali operatori internazionali del settore, per integrare l’uso della legal AI nella formazione dei futuri giuristi.
Gli accordi con Harvey, società statunitense, e Legora, società svedese, consentiranno agli studenti, ai docenti e ai ricercatori di Giurisprudenza e di Global Law di accedere, a partire dal nuovo anno accademico, a piattaforme di intelligenza artificiale progettate per il lavoro legale. L’obiettivo non è aggiungere un nuovo strumento digitale ai percorsi didattici, ma formare studenti capaci di usarlo con competenza, senso critico, attenzione alle fonti, consapevolezza dei limiti tecnologici e rispetto delle responsabilità professionali.
Harvey fornirà a studenti, docenti e ricercatori l'accesso ad agenti di intelligenza artificiale e strumenti per l'analisi dei contratti, la conformità normativa, il contenzioso e altre attività legali. Legora apporterà al progetto un sistema operativo agentico per l’attività legale, che supporta gli avvocati nella ricerca, nella revisione e nella redazione di documenti su questioni complesse.
La collaborazione con Lexroom, piattaforma italiana, fornirà supporto alle iniziative relative al diritto italiano. Lexroom sarà coinvolta nei servizi di consulenza legale e nei laboratori di redazione di testi giuridici in lingua italiana, fornendo strumenti per la ricerca giuridica e la redazione di testi giuridici basati su fonti verificate.
“L’intelligenza artificiale non è un tema accessorio per l’educazione giuridica: è una trasformazione strutturale del modo in cui il diritto verrà praticato nei prossimi anni”, dichiara Pietro Sirena, direttore della Scuola di Giurisprudenza della Bocconi. “La nostra responsabilità è evitare sia l’entusiasmo ingenuo sia il rifiuto difensivo. Dobbiamo insegnare agli studenti a usare questi strumenti sapendo verificare le fonti, comprendere i rischi, valutare la qualità degli output e mantenere saldo il metodo giuridico. Con questa iniziativa vogliamo fare della Scuola di Giurisprudenza della Bocconi un laboratorio avanzato di sperimentazione e innovazione nella formazione legale”.
“Portare l’AI dentro la formazione non significa insegnare agli studenti a delegare il ragionamento alle macchine”, afferma Dirk Hovy, Dean for Digital Transformation della Bocconi. “Significa esattamente il contrario: renderli più consapevoli di come funzionano questi sistemi, di dove possono essere utili, di dove possono sbagliare e di quali competenze umane diventano ancora più importanti. Il diritto è uno degli ambiti in cui questa alfabetizzazione critica è più urgente, perché accuratezza, responsabilità e verificabilità non sono dettagli tecnici: sono parte della professione”.
Il percorso avrà una tappa pubblica ad ottobre, con un forum dedicato al futuro dell’educazione giuridica nell’era dell’intelligenza artificiale. La giornata riunirà il mondo accademico, professionale e tecnologico attorno a una domanda centrale: quali competenze deve avere un giurista formato per una professione sempre più abilitata dall’AI?
Il forum affronterà i principali nodi aperti: cosa gli strumenti di legal AI possono e non possono fare; come cambia il lavoro dei giovani giuristi; quali nuove aspettative emergono da studi legali, direzioni legali, tax, audit e compliance; come verificare fonti e output; quali responsabilità professionali derivano dall’uso dell’AI; come governare riservatezza, qualità, rischio e metodo giuridico. È inoltre prevista una Legal AI Challenge, pensata per mostrare concretamente l’uso degli strumenti su un caso legale e per discuterne limiti, validazione, implicazioni etiche e metodologiche.
“Con questa iniziativa”, conclude Sirena, “la Scuola di Giurisprudenza della Bocconi intende collocarsi tra le realtà europee più attive nella sperimentazione sull’AI applicata al diritto. L’obiettivo è preparare una nuova generazione di giuristi capace di lavorare con strumenti avanzati senza perdere ciò che resta centrale nella professione: rigore metodologico, capacità interpretativa, giudizio critico, responsabilità etica e comprensione del contesto economico, sociale e istituzionale in cui il diritto opera”.