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Un negozio dove mangiare, leggere e dormire

, di Chiara Mauri e Stefania Borghini - rispettivamente direttore dell'Executive master in marketing and sales della Sda Bocconi e assistant professor del Dipartimento di management della Bocconi
Un progetto di ricerca con rappresentazione teatrale per capire quale shop sognano i bambini

L'andare per negozi è una delle esperienze più comuni per i bambini: fin da piccoli accompagnano i genitori a fare la spesa, si guardano in giro, osservano i prodotti, gli ambienti, il comportamento degli attori del mercato. Ma come possiamo sapere, noi adulti, quello che davvero sanno i bambini dello shopping? Qual è il modo migliore per fare ricerca sul processo di socializzazione al consumo dei bambini?Le indagini sui bambini sono condotte da adulti che, partendo dal presupposto che i bimbi sono incompetenti, inesperti, poco attendibili, strutturano la ricerca secondo metodi adulto-centrici, ovvero filtrando la conoscenza dei piccoli attraverso i loro occhi e la loro forma mentis. Da più parti si invoca la revisione di questo paradigma: la ricerca deve essere svolta non sui bambini, ma con i bambini, sviluppando metodi che li coinvolgano mettendo a frutto le loro abilità e le loro capacità. È noto che tali abilità si fondano più sulle immagini che sulle parole, più sull'espressione spontanea che non sulla meditazione, più sui fatti della vita quotidiana che non su concetti. Nondimeno, interpretando immagini, espressioni spontanee e racconti insieme agli stessi bambini si possono ricavare concetti e astrazioni in grado di orientare gli operatori economici e sociali.Disegni, mappe cognitive, diagrammi, giochi, racconti, rappresentazioni teatrali e, più in generale, tecniche di indagine partecipative, costituiscono la nuova frontiera della ricerca sui bambini. Sulla base di queste premesse abbiamo coinvolto un gruppo di bambini di due scuole elementari di Lecco in un laboratorio teatrale sullo shopping, culminato nella rappresentazione Compro? Compro!, messa in scena il 6 giugno 2008.Nel corso delle varie sessioni di preparazione dello spettacolo, tecniche qualitative e quantitative allenavano i bambini a esprimere tutto quello che sapevano e che pensavano dell'andare per negozi. I bambini hanno costruito un questionario e lo hanno compilato, hanno svolto esercizi e disegni. Triangolando queste tecniche, i bambini, il regista, le maestre e i ricercatori hanno costruito man mano il significato dello shopping. E, insieme ai piccoli, hanno immaginato un negozio ideale a misura di bambino. Negozi grandi, anzi enormi, cosmopoliti (una pasticceria deve avere tutti i pasticcini del mondo) e nei quali si può anche giocare, disegnare o dormire.Le parti che compongono il negozio sono dedicate a specifici prodotti, disposti in una sequenza precisa. L'ingresso è nell'area dei videogiochi, un decisivo punto di attacco che conferisce all'ambiente dinamismo, divertimento, proiezione nel futuro. C'è poi una stanza dove si assaggiano dolci e salumi. Che si acquistano, ma quasi mai si consumano lì: i bambini li conservano per la stanza dei libri, dove si mettono comodi, mangiano, leggono e si riposano. La stanza dei libri è quindi una libreria-biblioteca: si guarda, si sfoglia, si legge e poi magari si compra. «Il mio negozio da sogno vorrei che fosse: metà di libri, una parte di pasticceria e quello che rimane di videogiochi d'avventura»; «Un negozio in cui puoi prendere tutto quello che vuoi ed è diviso in cinque parti... Negli altri due locali mi piacerebbe trovare una pasticceria fornita di tanti dolci diversi in cui poter fare degli assaggi prima di comprare, nell'ultimo locale ci metterei tavolini e tappetoni dove i bambini potrebbero leggere i libri, giocare ai videogiochi e condividere i dolci».

E naturalmente, infine, i bambini sono i proprietari dei negozi, che gestiscono con competenza e che spesso descrivono con un linguaggio sorprendentemente attuale: «Il mio negozio da sogno è una concessionaria di auto taroccate. Il negozio è grande 3.000 mq, alle pareti ci sono appese delle ruote come se fossero quadri con decorazioni varie, tipo cerchioni dorati, argentati, brillanti, insomma di molti colori. Nel salone si trovano alcune tv al plasma che trasmettono il video di come si comporta l'auto su strada e le sue caratteristiche».