Un aiuto deve arrivare anche dalla legislazione
Sono un economista che si occupa di pianificazione strategica. Da diversi anni mi occupo di cooperazione sociale. Ho avuto modo, negli anni, di assistere alla costituzione di diverse cooperative sociali e di avere contribuito allo sviluppo di altre. Dalla mia esperienza ho potuto rendermi conto che le cooperative sociali sono, ancor prima di essere "soggetti erogatori di servizi socialmente utili", delle imprese, no profit d'accordo, che operano meglio delle imprese profit. Comunque imprese. Le cooperative sociali, infatti, a causa del fatto che devono confrontarsi con alcuni lavoratori di "difficile" gestione, che devono confrontarsi con un mercato che le considera "imprese di serie B" (e che molto spesso non capisce nemmeno in merito alla necessità di favorirle, visto la missione particolare che adottano), hanno la necessità di definire delle strutture organizzative quasi perfette. Negli ultimi anni ho visto applicare modelli organizzativi assolutamente innovativi, più nelle imprese sociali che non nelle imprese ordinarie (o capitalistiche). Il loro ruolo nella società è importante ? Certo che si, ma lo è da ormai diversi anni. Strano che solo oggi ci si accorga della loro, a volte considerata scomoda, presenza. Anche la cooperazione in generale, fa parte del famoso "modello economico emiliano-romagnolo" di eccellenza, di cui, da diversi anni, non si parla più. Occorre anche ricordare che nel nostro Paese, la capacità di sopportare le varie crisi che si sono avvicendate negli anni (non così grave e profonda come questa), è dovuta in parte anche alla presenza di un modello imprenditoriale "diverso" (per lo meno che si differenzia da quello tradizionale, che vede le imprese soggette, più o meno, ai medesimi fattori di rischio). Le imprese ordinarie hanno interesse ad "avvicinarsi" alle imprese sociali ? Certamente, in prima istanza per "comprare" manod'opera a costi inferiori e comunque competente. Ma è ovvio che può fare molto di più. Pertanto sono pienamente d'accordo con quanto affermato da Giorgio Fiorentini. Occorrerebbe, anche muoversi a livello politico. Un'apposita legge dovrebbe dare agevolazioni alle imprese che investono nel no profit. Risposta a Cinzia Checcoli: per chi ha interesse ad operare nel sociale, non è necessario costituire delle cooperative sociali; ce ne sono fin troppe (nel nord italia per le meno); è più opportuno proporsi come volontari per mettere a disposizione le proprie competenze; se proprio è necessario arrivare a costituire una coop sociale, fatelo con accordi di partenariato con altre coop sociali; soprattutto in questo campo è bene evitare l'improvvisazione (non dimentichiamo che i managere delle cooperative sociali sono, per l'appunto, manager) Risposta a Costantino Ciaravolo: costituire una cooperativa sociale solo per avere agevolazioni è, permettimi il termine, da folli; l'impegno che richiede la gestione di una cooperativa sociale è ben superiore ad ogni agevolazione che si possa ottenere; infine: le coop sociali sono tenute sotto controllo da vari organi che, te lo posso assiucare, fanno bene il loro lavoro Saluti. Andrea