Tutti gli schiaffi della mano invisibile
La crisi dei mutui ha portato in superficie un problema strutturale molto importante, non ancora affrontato sistematicamente dai governi e dalle aziende: i rischi legati alla crescente specializzazione e alla disgregazione delle catene di valore che da tempo stiamo osservando in più settori, come l'automotive, l'elettronica di largo consumo, il farmaceutico e l'alimentare.
Il fenomeno della crescente specializzazione non è recente. Dalla nascita del commercio "la mano invisibile" spinse le aziende e le nazioni alla ricerca di maggiore produttività e profitti, quindi alla ricerca della specializzazione. Così come la stessa "mano invisibile" ha contribuito all'aumento della specializzazione e alla disgregazione della catena di valore nel settore dei mutui americano: la separazione dei processi di ricerca e valutazione dei clienti per i mutui, l'emissione di questi e la gestione del finanziamento originato, a sua volta frammentata in più attività tra più attori. E il sistema finanziario americano, fragile per la disgregazione di una sua parte importante, non ha retto una politica macroeconomica poco prudente del governo Bush. Nel futuro molte aziende (in particolare quelle appartenenti a settori 'maturi') continueranno a cercare una maggiore specializzazione per usufruire delle economie di scala, delle competenze ultraspecializzate degli altri attori e anche per accedere, attraverso i fornitori esterni, ai fattori di produzione cinesi. Ma saranno in grado di affrontarne tutte le conseguenze, e in particolare i problemi di selezione avversa e di asimmetria informativa? Lo scandalo dei giocattoli Mattel ha le stesse origini strutturali della crisi dei mutui: la Mattel prese la decisione di specializzarsi nel design, marketing e distribuzione, trasferendo alle aziende cinesi le attività di produzione. Allo scoppiare dello scandalo i produttori cinesi hanno puntato il dito sui difetti del design, mentre Mattel contestava i materiali dannosi alla salute utilizzati nella produzione dei giocattoli.Le forze politiche, i governi, cercano di colmare i fallimenti delle forze di mercato, a volte anticipandoli, a volte (purtroppo) a valle della loro manifestazione. Quanto sono efficaci le soluzioni istituzionali per limitare i danni derivanti da una spericolata ricerca dei profitti da parte delle singole imprese, per le quali la specializzazione diventa la soluzione più semplice e immediata di fronte alla maturità di un settore? L'opinione pubblica continua a richiedere allo stato e alle imprese di trattenere l'intrattenibile attraverso i nuovi istituti di sorveglianza. Le istituzioni circoscrivono il loro ruolo al controllo quasi tayloristico mirato a disciplinare le azioni delle imprese attraverso nuove regole del tipo 'azione-punizione' e trascurano i limiti e i pregi della natura umana dei manager e degli imprenditori, che vivono nella ricerca del guadagno, ma anche della riconoscenza e della stima degli altri. Un richiamo ai valori potrebbe contribuire all'incremento della consapevolezza sociale della classe dirigente e quindi limitare i possibili effetti collaterali della crescente specializzazione.