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Storie di ordinario successo

, di Fabio Todesco
Volontà e impegno continuano a pagare, a patto di saper scegliere la propria strada. Lo dimostrano le 12 interviste a laureati Bocconi di ogni età e di ogni professione, raccolte da Isabella Bossi Fedrigotti

Alice Repetto non è l’unica giovane chiamata a rappresentare l’approccio dei laureati Bocconi con il mondo del lavoro in Domani anch’io. Storie di ordinario successo (Egea, Milano, 2005, 204 pagine, 9 euro). Danila Conte ha solo 28 anni ma ha già lavorato all’Avana, Strasburgo e Bruxelles per la Commissione europea.

I loro nomi non sono conosciuti dal grande pubblico. Eppure sono state scelte, accanto ad altri dieci bocconiani altrettanto non illustri, per raccontare come possa dipanarsi una carriera piena di soddisfazioni personali, prima ancora che economiche, in un mondo dominato dal cambiamento e dall’incertezza.

Il libro

A raccogliere le loro storie in forma di intervista, con la sensibilità derivata dai tanti anni di contatto con i lettori del Corriere della Sera, è stata Isabella Bossi Fedrigotti, giornalista con laurea, in lingue, alla Bocconi. Ognuna delle 12 storie è eccezionale, nel senso più profondo del termine, perché non corrisponde a nessuno stereotipo. La laurea è stata, per tutti, il più solido dei punti di partenza, ma ognuno di loro si è mantenuto vigile, continuando ad arricchire i due patrimoni che, secondo la postfazione di Severino Salvemini, si rivelano essenziali nel mercato del lavoro di oggi: apprendimento e impiegabilità.

“Ciascuno, più che della sua (strabiliante) carriera”, scrive Bossi Fedrigotti, “racconta del metodo, della disciplina, delle scelte compiute e delle risposte date, delle perplessità e dei momenti decisivi: della strada fatta, insomma, e del modo in cui l’ha percorsa. In altre parole propongono, i dodici, un modello – sorprendentemente simile da caso a caso – che non è legato a un’epoca precisa, ma, al contrario, resta, appunto, buono e perfettamente funzionante ora come allora”.

Perché volontà e impegno, l’appoggio soprattutto morale della famiglia e una forte fiducia in se stessi “continuano a fare miracoli, anche in tempi poco miracolosi come i nostri”.