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‘A scuola di inclusione’ a vincere è la scuola

, di Andrea Celauro
L’ambiente che i ragazzi frequentano ogni giorno è stato il focus di tutti i progetti vincitori della terza edizione dell’iniziativa di Bocconi, Dynamo Camp e Intesa Sanpaolo. A svettare come vincitrice assoluta, però, l’idea del Liceo Scientifico Scacchi di Bari

Alla fine, a vincere è stata la scuola. La scuola come ambiente in cui crescere, in cui sentirsi accettati, in cui sviluppare il proprio essere senza timore di essere giudicati e superando la logica della pura performance. Una scuola un po’ diversa da quella che i ragazzi frequentano oggi, una scuola che rinasce nel nome del benessere degli studenti. Si potrebbe riassumere così l’essenza della premiazione dell’edizione 2026 di ‘A scuola di inclusione’, il progetto di inclusione sociale promosso da Bocconi, Dynamo Camp e Intesa Sanpaolo. L’evento, che si è tenuto nella sede della Fondazione Dynamo Camp a Milano, ha visto la partecipazione in presenza dei cinque gruppi vincitori e online di molti dei 424 studenti da 126 scuole di 18 regioni italiane coinvolti nell’iniziativa.

Fil rouge, l’ambiente scolastico

E se questa mattina a spuntarla su tutti è stato il Liceo Scientifico Scacchi di Bari con il progetto “Inclusione oltre l’apparenza, verso l’appartenenza” – che ha immaginato una serie di azioni concrete a scuola affinché questa diventi veramente inclusiva -, tuttavia anche gli altri vincitori di categoria è proprio alla scuola che hanno pensato come luogo di elezione dei loro progetti.

Così il progetto “Benessere” del Liceo Linguistico Einaudi – Benelli di Novafeltria, vincitore del premio ‘Concretezza’, il progetto “Silent Pressure” del Liceo Scientifico De Giorgi di Lecce (miglior creatività), “Try Walking in my Shoes” del Liceo Scientifico Marymount di Roma (migliore campagna di sensibilizzazione) e “Maggiormente” dell’Istituto Tecnico Economico Enrico Fermi-Borromeo di Arona (miglior progetto a impatto sociale) hanno mostrato tutti un unico filo conduttore: la ricerca del benessere degli studenti nel luogo che li vede impegnati ogni giorno. Per vincere l’ansia da prestazione, lo stress, il senso di non accettazione per la propria origine, per le proprie caratteristiche o per la propria neurodivergenza.

Con i loro progetti, ragazze e ragazzi delle scuole d’Italia hanno poi nuovamente messo in luce un elemento che ha fatto da sfondo a tutte le edizioni: la voglia di mettersi in gioco per capire, approfondire, trovare soluzioni al grande tema dell’esclusione sociale. La voglia di non essere spettatori della loro vita, bensì di essere protagonisti del cambiamento.

Quella 2026 era infatti la terza edizione di ‘A scuola di inclusione’, il progetto “nato per far riflettere gli studenti sulle cause di esclusione sociale e per immaginare progetti concreti, realizzabili, per combatterle”, come ha ricordato la prorettrice per la Diversità, l’Inclusione e la Sostenibilità della Bocconi, Paola Profeta.

Ragazze e ragazzi, protagonisti dell’inclusione

“Voi siete il futuro e con questi progetti vi siete immersi a pieno nell’inclusione. Avete pensato con grande concretezza a qualcosa che facesse realmente la differenza e questa è l’unica cosa che conta”, ha detto Serena Porcari, ceo di Fondazione Dynamo Academy, congratulandosi con tutti i vincitori.

Un’ambizione, quella di fare la differenza, che il rettore Francesco Billari ha ricordato essere “la stessa della Bocconi”. “Anche noi abbiamo l’ambizione di avere un impatto sulla vita degli studenti e sulla società”. E facendo un parallelismo con la vita del fondatore dell’Università, Ferdinando Bocconi, ha sottolineato: “L’imprenditorialità è anche avere idee nuove, come quelle che avete avuto voi con questi progetti. Magari qualcuna di queste idee cambierà il mondo”.

D’altronde, come ha sottolineato Paola Angeletti, Chief Sustainability Officer di Intesa Sanpaolo, “una società più inclusiva è una società più ricca e i semi di una tale società sono proprio i progetti che nascono dai giovani”. E, rivolta ai ragazzi: “Oggi si costruisce un pezzo del vostro e del nostro futuro”.