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Roberto Ungaro, assicuratore col pallino della pittura

, di Andrea Celauro
Un libro e una mostra per celebrare Giuseppe Comparini: così l’ex bocconiano ha dato ulteriore sfogo alla sua passione per l’arte. Dopo una vita da assicuratore, puntellata da alcune grandi intuizioni

Come a volte capita, un singolo piccolo evento può dare il là ad azioni immaginate da tempo, ma mai messe in pratica. E così una foto può diventare lo stimolo definitivo che spinge un assicuratore appassionato di arte, Roberto Ungaro, classe 1940, a trasformarsi in scrittore e organizzatore di eventi per celebrare quel pittore che ha segnato la sua vita, Giuseppe Comparini.

Quando, ad aprile di quest'anno, Ungaro ha messo piede nella galleria dell'amico Alberto Bolzani, chiamato in tutta fretta da quest'ultimo, si è visto mettere in mano una foto del '71 che ritraeva sua madre in compagnia del maestro, in occasione della consegna di un premio a Firenze.

Giuseppe Comparini
Il pagliaio

(1966)

Un improvviso tuffo nel passato, "e siccome mia madre era mancata la settimana precedente, mi è sembrato quasi un segno, l'indicazione che il momento era arrivato". Da qui l'idea di scrivere un libro su Comparini, un macchiaiolo fiorentino particolarmente attivo a partire dagli anni '50 e fin quasi alla sua morte, avvenuta nell'80, e di celebrarne l'opera con una mostra alla Galleria Bolzani, che sarà aperta al pubblico dal 6 al 25 novembre 2007. A dare maggiore visibilità al tutto, anche un sito internet (https://www.giuseppecomparini.it/), che Roberto Ungaro ha affidato alle abili mani del figlio Marco, bocconiano, fotografo ufficiale dei quadri del libro su Comparini.

Ma cosa lega così strettamente Roberto Ungaro, ex bocconiano che ha dedicato tutta la propria carriera al mondo delle assicurazioni (37 anni in Fondiaria-Sai), al pittore fiorentino? "Nel 1957 ho partecipato con mia madre alla prima mostra del maestro, alla Galleria Bolzani (che esporrà poi con regolarità le sue opere fino al 1974). Fin da subito ci innamorammo di quel tratto a metà tra i macchiaioli e gli impressionisti, che aveva un che di Cèzanne. La forza di testimonianza dei suoi quadri era assolutamente affascinante. Negli anni, poi, abbiamo comprato diversi suoi quadri". Quadri che, peraltro, hanno assunto quotazioni di tutto rispetto, tanto che "anche Banca Intesa ha deciso di investire su di lui e possiede 26 tele".

Eppure l'arte, che adesso si è trasformata da semplice passione a vera e propria 'attività', non è l'unico simbolo dello spirito creativo di Roberto Ungaro. C'è un episodio che esemplifica le diverse intuizioni dell'assicuratore milanese e che fa capo proprio alla sua carriera lavorativa: "Alla fine degli anni '70, ho saputo che un ladro inglese aveva avuto un'idea rivoluzionaria per ridurre i furti di auto", racconta. "Si trattava di marchiare, con un codice o il numero di targa, i vetri delle automobili. Poiché l'intuizione mi sembrava valida, sebbene allora fosse molto difficile lanciarla sul mercato, con alcuni amici abbiamo deciso di organizzare una conferenza stampa in un hotel di Milano. Durante la presentazione, tre ex ladri con tanto di passamontagna, sono entrati in sala e hanno dimostrato a tutti come qualsiasi antifurto potesse essere facilmente aperto". La marchiatura, secondo Ungaro, rappresentava invece un ottimo deterrente, "poiché, tra un'auto pronta da smontare e una alla quale dover sostituire tutti i vetri, di certo i ladri avrebbero preferito la prima". L'idea ebbe successo e, insieme a una cordata di soci, Ungaro creò quella che ancora oggi è la Identicar.

Intuizioni geniali e grandi passioni: quella che nell'immaginario collettivo è spesso considerata un'attività poco entusiasmante, l'assicuratore, nel caso di Roberto Ungaro si è trasformata in un esempio di ricchezza emotiva. Un impegno 'di cuore' che è tutto racchiuso nella frase con la quale Ungaro chiude l'introduzione al volume dedicato all'amico Comparini, schivo e introverso: "Ho ricevuto dall'alto un messaggio forte, a cui non ho saputo resistere. Che mi ha detto con chiarezza: bisogna rendergli giustizia".