Risposta
Ringrazio per la domanda e rispondo al sig. Bonuomo.Dalle ricerche condotte presso il nostro Osservatorio Fiere, è emerso che gli strumenti più utili al fine di valutare le competenze di un fornitore sono costituiti soprattutto dalla forza di vendita (personale dell’impresa) e dalle dimostrazioni dei prodotti. Le fiere (e i congressi tecnico-scientifici per determinati settori) appaiono al terzo posto, ma quando consentono le dimostrazioni dei prodotti esposti e sono caratterizzate da una buona presenza di tecnici negli stand salgono in prima posizione. In questa prospettiva, dunque, anche gli stand degli espositori si stanno attrezzando (o si dovrebbero attrezzare) come vetrina delle competenze dell’azienda e delle sue capacità di operare come partner che comprende i problemi dell’azienda a valle: i prodotti infatti sono quindi utilizzati non tanto per presentare la gamma aziendale (informazione facilmente desumibile dai cataloghi o dai siti web), quanto come simbolo delle competenze delle imprese espositrici. Ad esempio, nelle fiere di filati si vedono soluzioni innovative di lavorazione per maglifici e tessiture, nelle fiere dei tessuti vengono presentate idee per rispondere alla domanda di abbigliamento di moda, nelle fiere di abbigliamento sfilano modelli che non sono fatti per essere messi in produzione ma solo per rappresentare – esagerando – certe idee di stile, nelle fiere di beni strumentali si incontrano tecnici con cui discutere problemi di specifica dei macchinari, nelle fiere di beni di consumo vengono presentate idee per vendere i prodotti sui punti vendita, e così via.