Quando il mercato non basta più
Le reti elettriche sono la spina dorsale della transizione energetica. Mentre l’Europa accelera sulla decarbonizzazione, i Transmission System Operators (TSO) — i gestori delle reti di trasmissione — si trovano al centro di un cambiamento epocale che richiede nuove tecnologie, modelli di governance e un dialogo più aperto con i regolatori. A raccontare come questi attori stiano affrontando la sfida è lo studio “How do electricity TSOs embrace innovation to future-proof their role in the energy transition?”, firmato da Andrea Biancardi di SDA Bocconi School of Management e Iain Staffell del Centre for Environmental Policy dell’Imperial College London.
Pubblicato sulla rivista Energy Strategy Reviews, il paper analizza in profondità le strategie innovative di 11 TSO europei con l’obiettivo di comprendere come queste organizzazioni stiano ripensando il proprio ruolo nell’era della transizione energetica.
I modelli di innovazione
Lo studio mostra che più della metà degli operatori adotta un modello centralizzato di innovazione, con unità dedicate o reparti R&D che definiscono priorità e linee di intervento. Tuttavia, cresce la tendenza verso modelli ibridi o decentralizzati, nei quali le business unit partecipano attivamente alla selezione dei progetti, contribuendo a ridurre la distanza tra strategia e bisogni operativi. Secondo gli autori, questa evoluzione rappresenta una delle migliori pratiche emerse, poiché rende l’innovazione “più reale”, ancorata alle sfide concrete della gestione quotidiana della rete.
Le aree prioritarie di investimento riflettono la crescente complessità tecnica e digitale del sistema elettrico. La “System Operation” — l’ottimizzazione del funzionamento del sistema — risulta la più citata tra i TSO intervistati, seguita da “Digitalization”. Il tema dei big data e dell’intelligenza artificiale (inclusa la generative AI) emerge con forza, considerato un pilastro per l’analisi predittiva, la manutenzione preventiva e la gestione in tempo reale dei flussi energetici. Seguono digital twin, robotica, quantum computing e cybersecurity, mentre nel campo delle tecnologie di rete si distinguono le Dynamic Line Ratings (DLR) — che consentono di modulare la capacità di trasmissione in base alle condizioni climatiche — e i sistemi di accumulo.
Le strategie di collaborazione
Per promuovere l’innovazione, i TSO europei fanno sempre più leva su collaborazioni con startup, università e altri gestori. Tra le esperienze più rilevanti figurano Equigy, piattaforma europea di crowd-balancing basata su blockchain, e i Centri di Eccellenza promossi da diversi operatori: il Mobility Lab di Terna, il CoE per AI e realtà estesa di Elia, il National Grid AI CoE nel Regno Unito e il partenariato tra RTE e il SuperGrid Institute in Francia. Accanto a questi strumenti emergono programmi di open innovation, incubatori, acceleratori e fondi di corporate venture capital.
Sfide e ostacoli
Non mancano, tuttavia, le criticità. Vincoli regolatori privilegiano gli investimenti CAPEX tradizionali (in infrastrutture fisiche) rispetto a soluzioni OPEX più flessibili e digitali, come la gestione della domanda o le non-wires alternatives (NWA). Negli Stati Uniti queste ultime sono adottate con maggiore facilità e consentono di migliorare l’efficienza di rete senza costruire nuove linee, ma in Europa faticano a decollare per assenza di incentivi e norme dedicate.
Accanto agli ostacoli regolatori, il paper evidenzia sfide culturali e organizzative. Nove TSO su undici citano la difficoltà di integrare nuove tecnologie digitali, aggravata da un deficit di competenze specialistiche. La carenza di personale esperto in ambiti digitali e di data analysis rappresenta uno dei principali colli di bottiglia per la modernizzazione del settore.
Gestori a prova di futuro
Lo studio propone anche un’agenda per rendere ‘future-proof’ i TSO. Tra le raccomandazioni figurano la decentralizzazione delle strategie di innovazione, la creazione di laboratori permanenti e incubatori e un maggiore impegno dei vertici aziendali nel sostenere la sperimentazione. Inoltre, fondamentale l’aggiornamento del quadro regolatorio europeo, ancora modellato su un contesto industriale centralizzato e poco compatibile con le reti digitali e distribuite di oggi.
“Per affrontare le sfide di decarbonizzazione, digitalizzazione e sicurezza energetica”, concludono gli autori, “i TSO devono integrare l’innovazione nella propria strategia core, adottare modelli più agili e collaborare con regolatori e partner industriali. Solo così potranno garantire efficienza, resilienza e sostenibilità nel lungo periodo”.