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La Bocconi ai vertici della ricerca universitaria italiana: prima nelle “Scienze economiche e statistiche” e nelle “Scienze matematiche e informatiche”, seconda nelle “Scienze politiche e sociali” e nelle “Scienze economico-aziendali”

La ricerca Bocconi si conferma tra le più solide e competitive del panorama universitario italiano. È quanto emerge dal Rapporto finale della Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020-2024 curato dall’ANVUR, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, che ha analizzato quasi 200mila pubblicazioni scientifiche firmate da oltre 75mila ricercatori. 

I risultati ottenuti dall’Università Bocconi delineano il profilo di un ateneo capace non solo di produrre ricerca di altissimo livello, ma anche di attrarre talenti internazionali e consolidare nel tempo un modello scientifico altamente competitivo. 

La forza del reclutamento internazionale 

La Bocconi si conferma al vertice con un indice di qualità complessiva pari a 1,15, dato che indica una performance superiore del 15% rispetto alla media nazionale. Ancora più significativo è il valore dell’indicatore IRAS1_2, pari a 8,191, che misura la quantità di ricerca di alta qualità prodotta in rapporto alle dimensioni dell’ateneo: un risultato che colloca la Bocconi nettamente al di sopra di quanto atteso nel sistema universitario italiano. 

L’Università ottiene inoltre il punteggio più alto in Italia per quanto riguarda i ricercatori reclutati o promossi nel periodo 2020–2024, confermando una forte capacità di attrarre studiosi competitivi a livello internazionale e di rafforzare progressivamente il proprio capitale scientifico. 

“Questi risultati confermano la capacità della Bocconi di costruire un ambiente di ricerca aperto, internazionale e fortemente meritocratico, in cui studiosi provenienti da contesti diversi possono confrontarsi sulle grandi trasformazioni economiche e sociali contemporanee”, commenta il Rettore Francesco Billari. “La qualità scientifica oggi nasce sempre più dall’incontro tra competenze differenti, approcci interdisciplinari e reti di collaborazione globali”. 

Le aree disciplinari ai vertici della valutazione 

La valutazione ANVUR prende in considerazione aree disciplinari omogenee a livello nazionale, permettendo così un confronto diretto tra le università italiane. 

In questo quadro, la Bocconi raggiunge il primo posto assoluto nelle aree di “Scienze economiche e statistiche” e di “Scienze matematiche e informatiche”, e il secondo posto nelle aree “Scienze politiche e sociali” e “Scienze economico-aziendali”. 

Risultati che riflettono la capacità dell’ateneo di coniugare specializzazione disciplinare, rigore metodologico e crescente integrazione tra economia, scienze sociali, data science e intelligenza artificiale. 

“La ricerca universitaria non può limitarsi alla sola produzione scientifica”, aggiunge Billari. “Oggi le università hanno anche la responsabilità di contribuire alla qualità del dibattito pubblico, fornire strumenti per interpretare la complessità e formare nuove generazioni di studiosi e professionisti capaci di avere un impatto concreto sulla società”. 

Una elevata capacità di attrazione di finanziamenti competitivi internazionali 

L’indicatore R5, che misura la capacità media di una istituzione di attrarre finanziamenti competitivi internazionali per la ricerca rispetto alla media nazionale delle aree disciplinari in cui opera, è particolarmente rilevante: Bocconi ottiene un valore pari a 2,52, che rappresenta il miglior risultato dell’intero sistema universitario italiano. A seguire: IMT Lucca (2,03), IUSS PV (1,92), Humanitas (1,88), San Raffaele (1,3). 

Un modello di ricerca competitivo e riconosciuto 

Nel complesso, la VQR 2020–2024 restituisce l’immagine di una università specializzata che compete stabilmente nelle fasce più alte del sistema universitario italiano nelle scienze economiche, manageriali e sociali. La presenza costante della Bocconi nelle posizioni di vertice evidenzia non solo l’elevata qualità della produzione scientifica, ma anche la capacità dell’ateneo di consolidare nel tempo un modello di ricerca internazionale, selettivo e orientato all’impatto.