Quando il bullismo si annida nella gdo
Secondo un recente studio realizzato da Bocconi per la Commissione europea, tra il 20 e il 30% dei produttori europei di abbigliamento lamentano l'imposizione di pratiche commerciali "scorrette" da parte della grande distribuzione organizzata nel rapporto di fornitura: la richiesta di contributi monetari per avviare la relazione commerciale o per le spese di promozione, sanzioni continue e ingiustificate per ipotetiche violazioni delle condizioni contrattuali, ritardi sistematici nei pagamenti, l'appropriazione di innovazioni stilistiche contenute nelle proposte (non accettate) di collezione del fornitore.
Questo dato contribuisce al dibattito in corso sul deterioramento delle relazioni industria-distribuzione in Europa nell'abbigliamento, settore che nel 2000-2005 è passato da 160 a meno di 130 mila imprese, con una perdita di oltre un terzo dei posti di lavoro, un aumento importante dell'import a fronte di un export stabile ed una crescita del livello dei prezzi al consumo minima - quando non negativa - e sempre inferiore alla crescita dei prezzi in altri settori di beni di largo consumo.
La crescente pressione sui fornitori è collegata ad importanti cambiamenti nella struttura e nelle strategie della grande distribuzione internazionale di abbigliamento.
Anzitutto il cambiamento degli interlocutori delle aziende europee, con la crescita di ipermercati e catene specializzate a spese di formati tradizionali, come i negozi indipendenti e department store. I grandi ipermercati (Tesco, Carrefour, Metro) aumentano l'area dedicata all'abbigliamento per generare maggiore traffico e margini, chiedendo ai fornitori a monte continue riduzioni di prezzo. Anche le catene specializzate (Zara, H&M, Calzedonia, Etam), oltre a sostituire progressivamente i tradizionali negozi multimarca, esercitano un notevole potere contrattuale verso i fornitori.
Un secondo cambiamento riguarda la riconfigurazione della catena del valore dei distributori verso un modello di business "verticalizzato" secondo cui la distribuzione investe sulla marca commerciale e assume un controllo crescente sulle attività "a monte" a maggior valore (acquisti, design del prodotto, logistica), riducendo il fornitore a mero venditore di capacità produttiva.
Infine l'introduzione di nuove politiche di fornitura al fine di generare una riduzione dei costi e dei tempi, come la centralizzazione degli acquisti, l'elevata rotazione dei fornitori, l'adozione di aste on line.
Sembra ragionevole affermare che nel futuro la grande distribuzione organizzata continuerà ad aumentare il proprio potere sul mercato europeo, con attori resi sempre efficienti da una concorrenza serrata su prezzi. Che poi prezzi bassi (associati a enormi quantità di un prodotto abbigliamento mediamente standardizzato per qualità e varietà) siano la migliore opzione per il consumatore finale è ancora tutto da verificare.
In questo scenario quali possibilità esistono per i fornitori europei e soprattutto italiani, dato che l'Italia resta il primo paese fornitore europeo in termini di valore aggiunto per tessile, abbigliamento e calzature?
Anzitutto una produzione di tessile e abbigliamento, se pur limitata, è destinata a rimanere in Europa per una questione di tempi e rischi. Prodotti fortemente stagionali e complessi richiedono prossimità e qualificazione dei fornitori; in aggiunta le forniture asiatiche spesso non consentono ordini piccoli e consegne ravvicinate. I fornitori europei che negli ultimi anni hanno consolidato e reso profittevoli le relazioni con la grande distribuzione sono riusciti ad evolvere oltre il cosiddetto Cmt ("cut, make and trim", quindi puro assemblaggio), trasformandosi da semplici fornitori a partner full package in grado di offrire non solo prodotti ma soluzioni a valore aggiunto in tutte le aree, dal contributo creativo e di ricerca nello sviluppo prodotto al packaging. Innovazione, velocità, orientamento al cliente sembrano dunque le parole chiave per il futuro della fornitura tessile europea in uno scenario complesso e in continua evoluzione.