Praesto, gli studenti che chiedono ai ristoranti di buttare la pasta
"Butta la pasta, sto arrivando" è una frase che la maggior parte degli italiani ha pronunciato almeno una volta nella vita. E se potessimo dirla anche ai ristoratori che ci servono il pranzo? Se potessimo comunicare loro, anche con soli quindici minuti d'anticipo, che stiamo arrivando e che cosa desideriamo mangiare? Risparmieremmo tempi di attesa per avere un tavolo, ordinare, persino pagare. È l'idea che sta dietro a Praesto, un'app e una pagina web che permetteranno a studenti e professionisti con poco tempo a disposizione di preordinare il pranzo arrivando al ristorante quando i piatti sono pronti per essere serviti.
L'idea è venuta a Nicole Silvya Bouris, Gabriele Buonaiuto e Andrea Marino, tre studenti accomunati dalle origini campane e dagli studi in Bocconi. "La nostra cultura del cibo ci impedisce di accontentarci di pranzi veloci", spiega Bouris, che coi suoi 21 anni è la più giovane del team. Pause pranzo cortissime costringono studenti e professionisti ad accontentarsi del solito panino al volo. Praesto li metterà in connessione coi ristoratori. Apriranno la app, selezioneranno il proprio ristorante preferito o uno di quelli più vicini individuati tramite la funzione di geolocalizzazione, sceglieranno che cosa mangiare dal menu, pagheranno in anticipo con carta di credito. E useranno il tempo risparmiato per godersi il pasto o per dedicarsi ad altre attività.
La versione beta di Praesto sarà auspicabilmente pronta a fine maggio. "I primi feedback da parte dei ristoranti milanesi sono stati incoraggianti. Alcuni ci hanno detto che è un progetto a cui avevano pensato, ma che non hanno realizzato per via del costo di sviluppo di una app. Costo che noi abbiamo internalizzato: tre soci e studenti dell'Università Federico II di Napoli, Giulio Mazzeo, Francesco Esposito e Alfonso Cimasa, si occupano del lato It. Senza di loro la realizzazione dell'app sarebbe impossibile. Pur essendo degli informatici genialoidi hanno una mentalità imprenditoriale che li rende unici". Perché un ristoratore dovrebbe riconoscere una commissione a Praesto se ha comunque i tavoli pieni? "Gli esercizi avranno più visibilità e soprattutto un turnover migliore. Razionalizzandone il flusso, potranno accogliere molti più clienti nello stesso lasso di tempo. E non ci saranno più persone che si rivolgono alla concorrenza scoraggiati dalla fila o dalla mancanza di posto".
Dopo avere compiuto studi giuridici, ora Nicole Silvya Bouris segue il corso triennale di Economia in inglese. Gabriele Buonaiuto è laureato in International Management e ha lavorato a Food Panda, società on line che consegna cibo a domicilio. Andrea Marino, che sta studiando International Management, è stato restaurant store manager a Los Angeles ed è attualmente impegnato in un programma di scambio in Cile col CEMS, l'associazione che riunisce le grandi business school mondiali, tra cui la Bocconi. "La sfida, ora, è creare la app, trovare finanziatori, essere operativi in tempo per Expo 2015. E naturalmente conciliare il lavoro coi nostri impegni di studio. Praesto è un servizio pensato per i grandi centri urbani. Se dovesse funzionare a Milano, perché non cercare di esportarlo a Londra o a Parigi?".