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Parole d'ordine convergenza e semplicita'

, di Allegra Gallizia
Il futuro dei pagamenti online, spiega il general manager di PayPal Italia e alumno Bocconi, e' gia' scritto e parla la lingua dei social media e dei millennials. Ma non ancora l'italiano

Guida la divisione italiana di PayPal, il colosso americano che ha trasformato il settore dei pagamenti, aprendo le porte di un futuro sempre più digitalizzato, semplice e interconnesso. È Angelo Meregalli, diplomato Mba alla SDA Bocconi nel 1998, quando l'azienda di cui oggi è general manager veniva fondata a Paolo Alto, in California. Per lui, esperto di digital payment, la cui evoluzione è favorita anche dalla Legge di stabilità 2016 e dalla proposta di legge del 2014 per la limitazione dell'uso del contante e la promozione dell'impiego di strumenti di pagamento elettronici, portare innovazione nel settore significa «abbattere le barriere rispetto ai modelli di business del passato; cogliere i bisogni dei clienti; abilitare luoghi efficienti di scambio tra domanda e offerta;
ridurre i costi in una logica di share economy».

Qual è il futuro dei pagamenti?
La banca senza sportelli, nel cloud, è già una realtà. Così, accanto alla smaterializzazione del denaro e degli istituti fisici si lavora sull'applicazione delle competenze tecnologiche nell'identificazione del cliente. Le password spariranno a favore delle impronte digitali o della lettura dell'iride, rendendo le operazioni di pagamento immediate e sicure.
È l'utente che si adatta alla tecnologia o viceversa?
È sempre la tecnologia che deve avvicinarsi al cliente.
Come si crea convergenza tra online e offline?
Grazie alla facilità di utilizzo, ai costi contenuti, alla multicanalità e all'approccio social: questa strategia funziona soprattutto nella fascia giovane per cui lo smartphone è il perno delle abitudini quotidiane.
Quali contributi offrono le dinamiche social?
Si va incontro a un'interconnessione sempre più significativa per offrire ai clienti diverse funzioni in un'unica soluzione. I social, per esempio, diventano luoghi in cui fare anche acquisti, come dimostra WeChat. Si creano così ecosistemi digitali in cui convergono dispositivi, persone e business.
Come reagiscono i millennials ai pagamenti online?
In Italia, i giovani tra i 18 e i 26 anni e, soprattutto i giovanissimi, tra i 12 e i 18 anni, non dispongono di carte di credito personali ma vorrebbero poter accedere a questi canali di pagamento. All'estero, invece, c'è una maggiore predisposizione del sistema finanziario a soddisfare tali esigenze.
E il resto degli italiani?
Se si prendono i dati medi, l'Italia è il fanalino di coda sul tema dei pagamenti elettronici. I primi a non accettare carte di credito o transazioni digitali sono gli uffici pubblici, in Svezia, per esempio, tutti i pagamenti della pubblica amministrazione avvengono senza contanti. Poi c'è un problema generazionale: se la popolazione tra i 26 e i 55 anni è molto ben connessa a internet ed è abituata a comprare online, gli over 55, invece, sono radicati nelle vecchie esperienze. Usano quasi esclusivamente il contante e se fanno pagamenti online si affidano a un parente giovane che rappresenta anche una sicurezza dal punto di vista psicologico.
Che cosa si può fare per invertire questa tendenza?
È difficile scardinare il sistema abituale di gestione del denaro. Per farlo, bisogna rendere più semplici i pagamenti con la carta e offrire strumenti di reportistica delle transazioni che contribuiscano a creare confidenza con i nuovi mezzi di pagamento.
PayPal è una banca?
In Europa, dove il regolamento locale lo chiede, PayPal è una banca a tutti gli effetti, anche se non in senso tradizionale. Offriamo forme di credito ai clienti privati che fanno acquisti importanti e proponiamo credito anticipato alle piccole medie imprese. Negli Stati Uniti abbiamo lanciato un progetto pilota di saving con un rendimento garantito destinato alla generazione dei millennials. Durante le transazioni l'utente può arrotondare per eccesso il pagamento destinando la differenza a un fondo.
Che tipo di relazione c'è tra PayPal e gli istituti di credito?
Ottimo, noi siamo i principali clienti delle banche e loro stesse ci chiedono di poter integrare il sistema PayPal nella propria offerta di pagamento per completarla e agevolare gli utenti, si instaurano così rapporti di coopetition.