Nasa e Microsoft
Buongiorno, sono uno studente di ingegneria che utilizza da anni ormai software opensource. Anzitutto vorrei sottolineare che sintetizzare open source con OS è erroneo poiché tale acronimo nel mondo informatico indica il sistema operativo. Non sono un economista, ma un appassionato informatico, e sono felice di sentire che l'open-source ha trovato così grande impiego nelle industrie, anche se vorrei conoscere il dato italiano, che temo sia ancora molto basso, altrimenti non mi spiegherei perché nei negozi di informatica è ancora rarissimo, addirittura impossibile se parliamo dei centri commerciali dell'informatica, trovare pc senza software proprietario pre installato. Vorrei indicare un termine diverso a proprietario per delineare l'antitesi dell'open software, ossia closed software. Infatti di fronte ad un software aperto, ossia di cui conosco tutto, credo ci debba stare un software chiuso, ossia che posso solo usare così come mi è stato dato. La licenza GPL è molto particolare, ma non troppo complessa, non sono la persona più preparata per spiegarla, ma non userei il termine copyright, dato che gli stessi creatori usavano, e credo usino a tuttora, il termine copyleft (https://en.wikipedia.org/wiki/GNU_General_Public_License) può aiutare a capire. Ciò che fa la differenza tra open e closed software è la possibilità di avere, assieme al programma, anche il codice sorgente. L'esempio più classico è quello dell'acquisto di una macchina, da una parte, software chiuso, compro una macchina con il cofano sigillato, posso solo usarla ma non posso vedere il suo motore, non posso sapere come funziona, soprattutto non posso fare nessuna modifica. Dall'altra ho invece una macchina con il cofano aperto, posso usarla senza mai alzarlo, ma se ho bisogno di qualcosa posso sempre rimboccarmi le maniche e farla io. La licenza GPL non prevede che si facciano alcuna garanzia sul software prodotto, sta a chi lo produce decidere se metterlo a disposizione gratuitamente o chiedere un compenso, nel qual caso è evidente che per poter essere credibile deve garantire che il software funzioni. La licenza GPL non prevede che il software sia distribuito gratuitamente, tanto che non si è usato il termine free-software, traduzione letterale di libero, perché in inglese la stessa parola significa anche gratuito, ma solo che venga sempre accompagnato dal codice sorgente. Se è difficile pensare a condizioni in cui sia realizzabile la vendita di un software open source si pensi a un azienda che commissiona un software particolare. All'azienda conviene che esso sia open source poiché in questo modo può in futuro modificarlo, ma lo pagherà tanto quanto un qualsiasi altro software sviluppato appositamente. Esistono poi distribuzioni linux non gratuite. Si tratta di distribuzioni in cui viene data una certa garanzia al consumatore, generalmente aziende. Un'azienda non si può permettere di vedere i propri pc bloccati per motivi sconosciuti, è quindi disposta a pagare per avere un sistema operativo sicuramente stabile, testato continuamente, anche se open. Il business direttamente collegato al software libero è ancora molto ridotto secondo me, ma è molto più interessante per le aziende un aspetto molto diverso, ossia lo sviluppo di un software interno all'azienda come software libero. In questo caso, condividendo in rete le parti non "core" del software l'azienda troverà migliaia di programmatori pronti a testare e migliorare il software stesso. E' il caso ad esempio dell'open office e dello star office, il primo la versione open del secondo, su cui sono impegnate numerose aziende molto importanti come la sun e la IBM. Un altro aspetto sicuramente interessante è la possibilità di creare una standardizzazione, la NASA ha scoperto qualche anno fa di non poter utilizzare i dati registrati alcuni decenni fa poiché il software utilizzato non esisteva più. Fortunatamente era conservata copia cartacea dei documenti che sono stati nuovamente digitalizzati. I formati proprietari non garantiscono la continuità nel tempo, e lo sa bene chi deve aprire un file doc salvato prima del 2000 oggi, i formati liberi invece si, poiché sarà sempre possibile recuperare il software che li utilizzava o riscriverlo. Il team di Open Office ha poi recentemente reso il suo formato standar ISA. Tutti i prodotti open a disposizione in internet sono aggiornati in tempo quasi reale per loro stessa natura, poiché ogni volta che un programmatore indipendente crea una modifica la rilascia nel web ed è possibile scaricarla. Chiaramente non tutte le modifiche sono positive, per questo motivo chi usa software libero generalmente sceglie una particolare distribuzione di linux, il sistema operativo rilasciato sotto licenza GNU GPL, e utilizza gli aggiornamenti ai programmi messi a disposizione da chi lavora per quella distribuzione. Nessuno vieta però di farsi la propria distribuzione con i programmi preferiti e aggiornarli a piacere e a proprio rischio. Ad oggi purtroppo ci sono ancora notevoli freni, almeno in Italia, all'utilizzo del software libero nelle aziende e nelle case. Anzitutto c'è disinformazione, molti ancora credono che linux sia solo per gli "smanettoni", impossibile da installare e instabile, cose queste anacronistiche. In secondo luogo la clientela domestica si trova costretta a spendere soldi per acquistare un sistema operativo proprietario al momento dell'acquisto del computer. Microsft ha ricevuto molte multe dall'antitrust per questo motivo, pagate senza battere ciglio senza però modificare la situazione, ma la colpa non nemmeno tutta del collosso di Redmond. Sfido chiunque a trovare un pc con Linux in un Mediaworld o in un Euronics o in qualsiasi altro megastor dell'informatica. Le industrie poi devono scegliere se spendere soldi per comprare le licenze dei software o se spenderli per addestrare il personale ad usare il software libero, e anche qui spesso l'ignoranza in materia porta a scegliere la prima opzione. Scusate se sono andato un po' a braccio nel rispondere. Carlo