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Matteo Tonarelli, uno spot per il cinema

, di Fabio Todesco
Studia alla Bocconi uno dei protagonisti degli spot Pubblicità progresso contro la vivisezione. Fa il regista, l’attore e la comparsa ma non trascura l’università

Un ragazzo dall'aspetto sconvolto esce da una porta, seguito da un uomo che trasporta una gabbia vuota; da un'altra porta ne esce uno molto più rilassato, che spiega di essere riuscito a smettere grazie alla legge 413/93. La legge è quella che regola l'obiezione di coscienza di ricercatori e studenti rispetto alla vivisezione e la scena è quella di uno spot di Pubblicità progresso, commissionato dalla Fondazione Hans Reusch, in programmazione sui canali Rai in questo periodo.

Il ricercatore rilassato è Matteo Tonarelli, studente del primo anno della Laurea magistrale in economia e management delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali.

Tonarelli ha fondato una compagnia teatrale, Kronoteatro, ad Albenga, quando studiava al liceo scientifico, ha girato un lungometraggio che lo ha tenuto impegnato quasi quattro anni, ha realizzato un cortometraggio e tre documentari e ha fatto la comparsa in due produzioni cinematografiche internazionali. Eppure si distingue anche negli studi, tanto da essere ammesso al prestigioso Collegio di Milano, e tiene aperte entrambe le strade per il suo futuro.

In azione come regista... ...e come attore

"Ho avuto una passione per il cinema e la recitazione da sempre", racconta, "ma è stata decisiva la compagnia teatrale. È nata tra compagni di scuola ma con la supervisione di Maurizio Sguotti, direttore artistico del Teatro di Voltri, che ha creduto in noi e ci ha coinvolto nelle sue attività. Per il resto della compagnia è diventato un impegno quasi a tempo pieno, mentre io comincio ad avere qualche problema a conciliarla con gli impegni di studio a Milano". Se deve indicare un film che lo ha ispirato a provare la via del cinema, Tonarelli sceglie Forrest Gump, "che racconta di un viaggio pieno di avventure e io ho sempre pensato che un lavoro da attore o da regista potesse, in qualche modo, farmene vivere di altrettanto interessanti".

Ignaro dell'esistenza di un circuito di concorsi per cortometraggi, ma non per lungometraggi non professionali, Tonarelli si è imbarcato a 14 anni nell'avventura di un noir psicologico, Itinere, recitato dai suoi amici. "Ho studiato da autodidatta come scrivere una sceneggiatura e fare un montaggio, seguendo i consigli di un parente che ha frequentato la Scuola di cinema di Boston. Per affinare le mie capacità ho lavorato anche in uno studio di produzioni televisive. Quando pensavo di avere concluso il tutto, quattro anni dopo, ho dovuto rigirare le scene iniziali perché eravamo tutti talmente cresciuti da sembrare altre persone".

Pur senza essere distribuito, il film è stato proiettato nella sua scuola e il preside lo ha incaricato di realizzare un documentario per la Giornata internazionale della tolleranza 2004, organizzata dall'Unesco. Sono seguiti un altro paio di documentari e un cortometraggio, Ad occhi chiusi, presentato a un festival.

Quando si è trasferito a Milano per studiare (dapprima relazioni internazionali alla Cattolica, poi il biennio alla Bocconi) Tonarelli non ha rinunciato alla sua passione e si è iscritto alla Scuola civica di cinema, che frequentava di sera. Attraverso questa è riuscito a lavorare come comparsa a Londra in una produzione di qualità come Brick lane di Sarah Gavron e, in Italia, in Inkheart, un kolossal internazionale non molto fortunato, girato in Liguria. "Sono esperienze davvero interessanti, fai la comparsa in moltissime scene diverse e hai modo di osservare come si gira davvero un film", sostiene.

È stato co-protagonista di due episodi di TransEurope, una docufiction di All Music che mette a confronto studenti di varie nazionalità e ha superato i tre step del casting per lo spot di Pubblicità progresso. Nel frattempo, in università, è stato ammesso a un programma di double degree e il prossimo anno frequenterà l'Mba in International organizations della Hec di Ginevra. Le strade aperte restano ancora parecchie.