L'Expo e lo sviluppo sostenibile
I grandi eventi a dimensione globale, come le Olimpiadi e le Esposizioni universali, hanno un valore per le città ospitanti che va ben oltre la dimensione del marketing urbano e le ricadute connesse in termini di turismo, attrattività per il business e occupazione. Il beneficio maggiore è il processo di trasformazione urbana che l'evento può generare con la valorizzazione delle aree direttamente e indirettamente interessate, con la costruzione di nuove infrastrutture e sistemi per la mobilità e la connettività, con la riqualificazione sociale e ambientale di interi quartieri.
La sostenibilità può costituire la chiave di lettura per pianificare, monitorare e valutare questi sviluppi urbani, attraverso la definizione di obiettivi, indicatori e strumenti di reporting appropriati.
Le Olimpiadi di Londra del 2012 costituiscono, dal punto di visto metodologico, il principale benchmark. Gli ambiti d'azione interessati riguardano il design urbano, gli acquisti verdi, le sponsorizzazioni, la gestione dell'evento, il sistema dei trasporti, le tecnologie pulite, la ristorazione, gli aspetti culturali ed educativi e la legacy dell'evento. Per ciascuno di essi sono stati definiti piani, linee guida, responsabilità.
Anche l'Expo Milano 2015 costituisce una grande opportunità di trasformazione urbana all'insegna della sostenibilità e può fungere da acceleratore di investimenti e di processi in questo ambito. Non solo il sito e le direttrici di accesso ad esso, ma l'intera città e un'area più vasta che beneficerà di migliori collegamenti sarà interessata. È previsto il raddoppio delle reti metropolitane e lo sviluppo di quella ferroviaria, una migliore accessibilità stradale e nuovi itinerari ciclo-pedonali e spazi verdi, per un totale di circa 15 miliardi di euro di investimenti complessivi.
Poche settimane fa si è insediata la 'consulta architettonica' dell'Expo, di cui fanno parte un gruppo di urbanisti e architetti che hanno lavorato ad altri grandi eventi in questa logica (tra cui le Olimpiadi di Barcellona, Pechino e Londra). Le Olimpiadi di Barcellona, ad esempio, hanno consentito di riqualificare 5,2 chilometri di lungomare, ma anche il recente Expo di Saragozza ha permesso il recupero delle sponde del fiume Ebro. Interventi che non sarebbero stati possibili, o quantomeno avrebbero richiesto tempi molto più lunghi, in assenza dell'evento.
Un altro rilevante luogo di proposta e valutazione è l'istituenda 'consulta ambientale', di cui faranno parte oltre alle istituzioni, il sistema scientifico e le associazioni di tutela ambientale.
È inoltre prevista l'adozione di una serie di strumenti a garanzia della sostenibilità dell'evento: in particolare, sistemi di gestione ambientale e di green procurement, il processo di valutazione ambientale strategica (Vas), il reporting di sostenibilità e l'adozione di standard di efficienza energetica particolarmente elevati. All'elaborazione di queste metodologie ha contribuito l'Università Bocconi attraverso lo Iefe, che ha fatto ricorso all'esperienza maturata in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino.
Lo stakeholder engagement costituisce un aspetto strategico per garantire il coinvolgimento delle forze delle imprese e della società civile e la trasparenza dei processi decisionali. Nel caso dell'Expo milanese si è inoltre costituita una rete di relazioni internazionali con altri paesi, regioni e città con una finalità innovativa, che va oltre l'evento, per sviluppare progetti di cooperazione con ricadute positive reciproche per le aree oggetto di intervento e per il sistema istituzionale, scientifico e imprenditoriale milanese e italiano. Particolare rilievo assumeun accordo con la Banca Mondiale per la realizzazione di progetti in campo ambientale, anche attraverso la promozione di Cdm (Clean development mechanism) nell'ambito degli strumenti previsti dal Protocollo di Kyoto.