Lei studia se sa che in seguito trovera' lavoro
Molti studi nella letteratura sociologica, economica e demografica si focalizzano sull'influenza del contesto familiare, del costo dell'istruzione, della liquidità monetaria sulle scelte di istruzione universitaria. Altri studi guardano all'impatto delle caratteristiche del mercato del lavoro sulle scelte di istruirsi, in particolare si soffermano sull'effetto della disoccupazione. Ma non esistono ancora studi teorici ed empirici che si focalizzino su alcune caratteristiche del mercato del lavoro, quali la possibilità di lavorare, di conciliare lavoro e famiglia, di fare carriera, sulle scelte di istruirsi, e come l'influenza di queste variabili sia diversa per genere. Nel paper On the determinants of female university enrolment in Europe (Casarico A., Profeta P., and Pronzato C. (2010), Dondena working paper), dimostriamo teoricamente l'influenza che le caratteristiche del mercato del lavoro possono avere sulla scelta di iniziare gli studi universitari. Inoltre, mostriamo empiricamente come queste caratteristiche abbiano un impatto significativo sulla scelta di iscriversi all'università per le ragazze, ma non per i ragazzi.
Nel modello economico evidenziamo diversi canali che potrebbero influenzare le scelte di istruzione delle ragazze. A parità di caratteristiche familiari e a parità di talento, a una ragazza conviene istruirsi se, in caso abbia un figlio in futuro, abbia comunque buone possibilità di conciliare lavoro e famiglia e di fare carriera. Per testare questa ipotesi, vengono usati i dati dell'European survey on income and living conditions (Eu-silc), il panel europeo che raccoglie informazioni a livello individuale e familiare per migliaia di famiglie in 29 paesi europei, dal 2004 ad oggi. Al momento sono disponibili i dati per sei anni, fino al 2009. Selezioniamo un campione di circa 11.000 ragazze tra i 17 e i 21 anni che hanno terminato la scuola superiore durante il periodo dell'indagine e osserviamo se si siano iscritte o meno all'università. Il campione di ragazze risiede in 93 macro-regioni europee, in 23 paesi. Assumiamo che le ragazze acquisiscano informazioni a partire dal loro contesto geografico, guardando a donne più adulte che si sono laureate. Costruiamo tre diversi indicatori a livello di macro-regione. Il primo riassume le possibilità di conciliare lavoro e famiglia ed è definito come la percentuale di donne laureate, tra i 25 e 45 anni, mamme di almeno un bambino con meno di 5 anni, che lavora. Gli altri due indicatori esprimono la possibilità di fare carriera: la percentuale di donne laureate (25-45 anni) che svolge compiti di supervisione e la percentuale che lavora come imprenditrice. La stessa analisi viene replicata per un campione equivalente di giovani di sesso maschile. La variabilità spaziale e temporale ci permette di vedere se c'è un nesso tra queste caratteristiche del contesto e la scelta individuale di iscriversi all'università. I risultati mostrano un impatto positivo delle condizioni favorevoli sulla scelta universitaria per le ragazze, mentre nessun effetto è significativo per la scelta di studiare dei ragazzi. La probabilità di iscriversi all'università, per una ragazza con caratteristiche medie del campione, è 60%. Se la percentuale di donne con compiti di supervisione, di donne imprenditrici e di mamme con figli piccoli che lavorano crescesse, separatamente, di 10 punti percentuali, la probabilità di iscriversi all'università per queste ragazze salirebbe, rispettivamente, a 66%, 67% e 62%. Questa evidenza empirica dimostra anche come si possa creare un circolo virtuoso tra istruzione femminile e partecipazione delle donne al mercato del lavoro. È dimostrato ampiamente che l'istruzione è un fattore chiave per la decisione di lavorare delle donne. A sua volta, come dimostrato, la partecipazione delle donne ha un'influenza positiva sulle scelte di istruirsi delle nuove generazioni.