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Le memorie di Margherita

, di Andrea Celauro
La sua vita è divisa tra la passione per il diritto e quella per la scrittura. E così Margherita Magillo, bocconiana 24enne, nelle pause del praticantato forense si diverte a scrivere i testi per un amico fotografo

Margherita sa quello che vuole. La sua strada, l'avvocatura, l'aveva ben chiara già al momento di lasciare i banchi di scuola per quelli più austeri dell'università. "Ho sempre voluto studiare Giurisprudenza", racconta la 24enne, "e sentivo che il mio futuro non poteva che essere quello". Laureata da pochi mesi in legge alla Bocconi – la tesi di diritto sul product placement e sulla pubblicità occulta nei film l'ha discussa a luglio del 2007 – adesso è già alle prese con il praticantato presso il grande studio legale inglese Lovells, per il quale ha scelto di occuparsi di proprietà intellettuale. Nel tempo libero, "che è poco, per la verità", Margherita Magillo dà però sfogo all'altra sua grande passione: la scrittura. Passione nata quasi per caso da quando, nel 2004, ha pubblicato un volume sui murales del mondo insieme all'amico ingegnere e fotografo Vittorio Canetta: un lavoro a due mani, lui le foto, lei i testi, che ha dato il via ad una fruttuosa collaborazione.

Una doppia vita, dunque: da un lato futura professionista del diritto, dall'altro aspirante scrittrice e fanatica di cinema, fotografia "e dell'arte in tutte le sue forme". Sul versante professionale, la via intrapresa promette bene: "Al primo anno del biennio ho fatto uno stage di 3 mesi presso la sede di Milano dello studio britannico Hammonds Rossotto, occupandomi di diritto della pubblicità e di product placement, ossia di pubblicità nei film. Era tra l'altro un argomento sulla bocca di tutti in quel periodo, poiché la legge che ha consentito anche in Italia l'esplicita esposizione dei marchi nelle pellicole è proprio di quell'anno. Mi sono appassionata al tema ed è stato grazie a quell'attività che ho poi deciso di impostare la mia tesi di laurea proprio su questi argomenti".

Il tempo di iniziare il secondo anno del biennio, e Margherita si toglie un'altra soddisfazione: è selezionata nella squadra Bocconi che partecipa al Commercial Arbitration Moot, una competizione di arbitrato tra le università del mondo, "una specie di processo simulato", che nella sua fase finale si tiene a Vienna. Come un gruppo di avvocati, le squadre di studenti si affrontano simulando un vero e proprio dibattimento. "La Bocconi era l'unica università italiana tra le 170 partecipanti e il nostro team si è classificato tra i primi 15". Anche se non hanno vinto, la partecipazione di Margherita e compagni è stata particolarmente apprezzata, tanto che "sono stata scelta, insieme a due miei compagni di squadra, come arbitro per l'edizione del 2008".

Messa in tasca la laurea (luglio) e subito prima di cominciare il praticantato (ottobre), Margherita Magillo trova il tempo di fare uno stage di un paio di mesi a Londra presso lo studio di arbitrato internazionale WilmerHale. Quando bussa alla porta della sede milanese di Lovells, la giovane bocconiana ha quindi già messo in archivio diverse esperienze internazionali. "L'attività da praticante è impegnativa ma stimolante. Partecipiamo alla redazione di memoranda e coadiuviamo nelle ricerche gli avvocati dello studio, il tutto quasi esclusivamente in inglese. Inoltre, siamo tenuti a seguire almeno 20 udienze in tribunale a semestre". Fare il praticantato in uno studio inglese è diverso rispetto a farlo in uno italiano? "Forse abitua di più a lavorare in team".

E in team, anzi in duo, Margherita ha sviluppato anche la sua vena artistica. L'amico Vittorio Canetta aveva intenzione di creare un volume con le molte foto di murales raccolte nei suoi peregrinaggi ai quattro lati del mondo, ma cercava qualcuno che trasformasse in parole le sue emozioni. E quel qualcuno era proprio Margherita: "L'idea di legare con un filo rosso gli scatti di Vittorio mi ha coinvolto moltissimo e per scrivere i testi ho immaginato che le foto fossero i tanti ricordi di un Ulisse con la macchina fotografica. Dopo la pubblicazione de I muri raccontano (Slh Editions, 2004), abbiamo organizzato ogni anno una mostra con quegli scatti e la nostra collaborazione è continuata anche per una recente esposizione di sue foto sui mercati nel mondo".

Insomma, che si tratti di memorie difensive o di memorie tout court, Margherita ha sempre la penna pronta.