L’attacco dei Troll
I brevetti sono un indicatore molto diffuso di innovazione: vengono usati per misurare la produttività dei ricercatori dell'industria e il valore degli asset intangibili da parte di venture capitalist o di banche che accettano i brevetti come garanzia collaterale nella concessione di prestiti.
Questa popolarità si riflette nella crescita formidabile della domanda di brevetti a livello globale, con effetti sui tempi medi di attesa della concessione che, per esempio, all'Epo (European patent office) è di circa 44 mesi. La domanda di brevetto può essere usata quindi come minaccia nei confronti di un potenziale entrante o come strumento di negoziazione in un accordo di licenza molto prima che il brevetto venga concesso (nel 56% dei casi all'Epo).
Con la forte crescita delle domande di brevetto la valutazione diventa meno accurata, con conseguenze negative sulla qualità dei brevetti concessi. Questo problema è molto serio in presenza di invenzioni difficili da valutare, come i business methods e il software. Non a caso la distribuzione del valore economico dei brevetti è molto asimmetrica: solo pochi brevetti hanno un grande valore per i loro proprietari mentre la maggior parte ha un valore trascurabile.
Il valore economico di un brevetto dipende da almeno tre elementi: la tecnologia protetta, la cui qualità è segnalata, per esempio, dalle citazioni ricevute da brevetti successivi; l'efficacia della protezione dall'imitazione (il proprietario di una tecnologia non protetta non può appropriarsi pienamente dei benefici economici della stessa tecnologia); il potenziale strategico.
Per quanto riguarda quest'ultimo elemento, è evidente che molte imprese, per esempio nell'elettronica e nella farmaceutica, possiedono grandi portafogli di brevetti per motivi strategici. Una quota significativa di questi brevetti, infatti, non viene mai usata direttamente ma serve come merce di scambio per accedere ad altri brevetti o per bloccare invenzioni concorrenti o complementari (blocking patents).
In settori caratterizzati da cambiamento tecnologico cumulativo, come il software e i semiconduttori, è probabile che lo sviluppo di un'invenzione richieda l'accesso a numerosi brevetti precedenti. I costi per stipulare accordi di licenza per l'uso di decine di brevetti collegati (patent thickets) possono scoraggiare invenzioni successive. I proprietari di patent thickets a volte stipulano accordi (patent pools) per lo sfruttamento congiunto dei loro brevetti. I patent pool riducono i costi di transazione ma possono anche produrre effetti anticompetitivi quando comportano un'elevata concentrazione di tecnologie di base, come nel caso degli standard MPEG-2 (compressione immagini) e 3G (telefonia mobile).
Una forma estrema di uso strategico dei brevetti è rappresentata dai patent trolls, società che acquistano brevetti per rivenderli o darli in licenza. Per esempio, Ntp ha fatto causa a Rim (Blackberry) per violazione di brevetto. Ntp ha fatto leva sulla minaccia di elevati costi legali. Un'eventuale ingiunzione di interruzione del servizio Blackberry avrebbe provocato gravi danni a Rim, che quindi ha preferito pagare 620 milioni di dollari a Ntp.
L'esplosione della domanda di brevetti e il loro crescente uso strategico, quindi, richiederebbero una riforma del sistema brevettuale (per esempio una maggiore progressività delle tasse di rinnovo) e un maggiore coordinamento di questo strumento con la politica industriale (innovazione e antitrust).