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L’ambiente protagonista della storia economica

, di Fabio Todesco
Marco Cattini, in un’opera che può essere letta come un saggio o come un manuale, ripercorre la traiettoria dell’Europa verso la globalizzazione. Con un’inedita attenzione all’evoluzione dell’ecosistema

Marco Cattini è attento alle conseguenze ambientali delle attività economiche anche quando smette i panni dell'attivista per tornare a indossare quelli del professore di storia economica. Il suo L'Europa verso il mercato globale. Dal XIV al XXI secolo, i processi e le dinamiche (Egea, 2006, 310 pagine, 20 euro) è un manuale che ha l'ambizione di farsi leggere da ogni persona di cultura come un saggio di alta divulgazione.

Si occupa principalmente di relazioni economiche, ma le cala in un contesto di relazioni sociali che comprende altri quattro sottoinsiemi: la struttura e la dinamica della popolazione; le istituzioni politiche e giuridiche; le gerarchie sociali; l'ambiente. Proprio l'attenta considerazione dell'ambiente è il tratto più originale, rispetto alla saggistica e alla manualistica di storia economica presente sul mercato.

Se per chi è abituato ai manuali tradizionali può risultare sorprendente che il tema costituisca uno dei fili rossi attorno ai quali si dipana la trattazione, per chi ha sentito Cattini accalorarsi disquisendo di polveri sottili e inceneritori la sorpresa può essere costituita dalla moderazione con cui è affrontato. Cattini, in queste pagine, non abbandona mai l'aplomb dello scienziato sociale, eppure ci fa vedere in modo vivido come la rivoluzione industriale abbia mutato il volto della Gran Bretagna prima e del resto d'Europa poi e come i cambiamenti degli ultimi anni abbiano inciso sull'ambiente asiatico.

Il libro racconta la storia "del processo di globalizzazione avviato dai bianchi fin dal XV secolo, rilanciato con veemenza nel XIX, deragliato tragicamente nel ventennio tra le due guerre mondiali scatenate dagli europei e tornato d'attualità fin dalla fine della seconda guerra mondiale, avendo come banditori gli Stati Uniti d'America, la potenza militare ed economica rivelatasi decisiva in entrambi i conflitti". Cattini è convinto che si debba osservare anche il rapporto tra uomini e ambiente per comprendere l'origine di mentalità e comportamenti che hanno plasmato la storia del mondo, ma è ancora più convinto che alle azioni umane non si possano applicare spiegazioni monocausali, ma si debba sempre ricorrere a un fascio di concause che comprende diversi aspetti.

Quella di Cattini è una storia che punta all'oggi, non solo perché un terzo del libro affronta il secolo che va dallo scoppio della prima guerra mondiale ai giorni nostri, ma anche perché lo storico suggerisce al lettore di non infliggersi l'"atroce forma di tortura intellettuale" che consiste nell'immagazzinare nella memoria a breve "fatti, date, nomi e circostanze, quasi dovesse prepararsi a rispondere a un concorso a premi", ma di "usare la storia come un laboratorio nel quale affinare le proprie capacità di conoscere gli altri, di collegare presente e passato e di tenere insieme una varietà semi infinita di eventi, frutto delle relazioni umane più diverse".