La transizione non è una linea retta
La corsa verso il Net Zero non è più una questione di “se” o di “quando”, ma di “come”. I costi di costruzione delle rinnovabili, in particolare degli impianti solari su scala utility, sono infatti arrivati a un livello tale da renderle spesso la forma di generazione elettrica più economica. Eppure, la transizione energetica resta un percorso complesso e, man mano che ci allontaniamo da un sistema basato sui combustibili fossili, emergono nuove sfide.
Energia intermittente
Alcune sono di natura fisica. Il sole non splende sempre e il vento non soffia costantemente. Questo significa che, mentre eliminiamo gradualmente le centrali fossili programmabili, dobbiamo fare i conti con l’intermittenza delle rinnovabili. Per garantire la continuità dell’approvvigionamento, servono risorse flessibili. Le batterie stanno emergendo come una soluzione essenziale per gestire le fluttuazioni giornaliere. Tuttavia, presentano limiti fisici, soprattutto per durate superiori a un giorno. Per affrontare le cosiddette Dunkelflaute — periodi in cui la produzione rinnovabile cala per settimane — è necessaria una combinazione di tecnologie di accumulo di lunga durata (ad esempio l’aria compressa), energia idroelettrica e nucleare, oltre a nuove tecnologie pulite come le centrali elettriche a idrogeno.
Forse la risorsa più sottoutilizzata sono le persone stesse. La demand-side response, ovvero il coinvolgimento dei consumatori nello spostamento dei propri consumi energetici, sarà una fonte essenziale di flessibilità. Attivarla su larga scala, però, è difficile. Non richiede solo tecnologia, ma un cambiamento profondo nel modo in cui le persone interagiscono con il sistema energetico, anche se le comunità energetiche dei cittadini stanno già offrendo esempi di successo.
La cannibalizzazione dei profitti
Anche se riuscissimo a risolvere il problema dell’intermittenza, resterebbero sfide economiche rilevanti, come la cannibalizzazione dei profitti. In termini semplici, sia le rinnovabili sia le batterie possono diventare vittime del proprio successo. Quando il sole splende, gli impianti solari inondano la rete di elettricità a basso costo, spingendo i prezzi all’ingrosso verso lo zero. Questo genera il fenomeno noto come cannibalizzazione: con l’aumento della capacità rinnovabile, il prezzo di mercato dell’elettricità prodotta diminuisce. Analisi che ho condotto suggeriscono che, nel 2030, un aumento di appena il 10% della capacità rinnovabile potrebbe ridurre i profitti delle rinnovabili di quasi il 20%. Si crea così un pericoloso circolo vizioso: più si costruisce, più diventa difficile finanziare il progetto successivo.
Per contrastare questi rischi, i governi hanno introdotto meccanismi di supporto come i Contracts for Difference (CfD), che garantiscono entrate agli sviluppatori di rinnovabili. Pur essendo importanti, questi strumenti soffrono ancora di una significativa mancanza di armonizzazione a livello europeo. Alcuni Paesi utilizzano prezzi di riferimento orari, altri medie mensili; alcuni contratti durano 15 anni, altri 20. Questa frammentazione regolatoria può spingere gli investitori a inseguire il sussidio, anziché il sole. Inoltre, alcuni incentivi incoraggiano ancora una mentalità del tipo “produci e dimentica”. Se un produttore riceve un prezzo garantito indipendentemente dalla domanda di mercato, non ha alcun incentivo a ridurre la produzione quando la rete è congestionata o a costruire gli impianti più vicino ai centri di consumo.
Ripensare il sistema
Dobbiamo anche riconoscere che il cambiamento climatico che vogliamo combattere introdurrà profonde variazioni nell’irraggiamento solare, nella velocità dei venti e nelle precipitazioni. Questi cambiamenti modificheranno radicalmente il potenziale di generazione e l’affidabilità delle reti, aumentando la complessità dei modelli energetici utilizzati per orientare le decisioni dei decisori politici.
La transizione energetica non riguarda solo la costruzione di nuove rinnovabili, ma il ripensamento dell’intero sistema energetico attraverso un approccio olistico e interdisciplinare, capace di produrre soluzioni efficaci e durature.