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La concorrenza fa bene al candidato

, di Tommaso Nannicini - professore associato presso il Dipartimento di economia della Bocconi
Selezione elettorale. Ci lamentiamo ma non sappiamo scegliere i migliori

Secondo il filosofo basco Fernando Savater, ogni volta che, in un bar o in una sala d'attesa, ci lamentiamo dei nostri politici, non ci accorgiamo che in verità stiamo criticando noi stessi: la nostra incapacità nello sceglierli e controllarli come si deve. Certo, a volte anche il cittadino più volenteroso trova ostacoli insormontabili nell'adempimento del proprio diritto/dovere di selezionare la classe politica. Gli economisti parlano di vincoli dal lato dell'offerta, che, tradotto, significa che spesso bisogna accontentarsi di quello che passa il convento. Esistono fattori, tuttavia, che possono favorire l'emergere di politici migliori. Tre su tutti: legge elettorale, concorrenza e controlli sociali.

Per accaparrarsi il consenso, la classe politica ha il vizio di predicare bene e razzolare male. Solo se esistono avversari (interni o esterni), giornali e gruppi indipendenti con la forza per smascherarlo, il politico è spinto a disciplinarsi. Negli Stati Uniti, la stampa confronta regolarmente le tue dichiarazioni con quello che hai detto dagli inizi della carriera. Esistono associazioni nate con il solo scopo di monitorare le politiche pubbliche e la loro vicinanza alle promesse elettorali. La concorrenza per il potere è alta: nelle primarie per scegliere presidenti, parlamentari e governatori, si sa chi entra ma non chi esce. In Italia, invece, tutti questi elementi sono fragili. E i risultati si vedono.

Sull'attuale legge elettorale per il parlamento (il famigerato Porcellum) è già stato detto tutto il male possibile (anche da chi non l'ha né proposta né approvata, ma non si è fatto scrupoli a usarla per difendere le oligarchie di partito da qualsiasi concorrenza esterna). In presenza di partiti chiusi e autoreferenziali, il proporzionale con liste bloccate fornisce incentivi perversi nella selezione della classe politica. Ricerche empiriche condotte sui parlamentari eletti con la vecchia legge elettorale (il Mattarellum) mostrano che gli eletti nel sistema maggioritario, anche controllando per le caratteristiche individuali che li distinguono dagli eletti nel proporzionale, hanno una produttività parlamentare più elevata. Questo può essere in parte spiegato dal maggiore controllo degli elettori sugli eletti nei collegi uninominali. Per dirla con lo statunitense Robert Cooter, le elezioni dovrebbero svolgere la funzione di "filtri" attraverso i quali i cittadini scelgono i candidati migliori. E l'accoppiata tra sistema maggioritario e federalismo è quella che può dare migliori garanzie su questo fronte, data la visibilità dei politici e le prove successive cui sono sottoposti nei diversi livelli di governo.

Ma le regole elettorali, da sole, non bastano. È importante che vi sia una vera concorrenza politica. Sempre ai tempi del Mattarellum, nei collegi uninominali a maggiore contestabilità (quelli dove l'esito elettorale era più incerto), i partiti tendevano a presentare candidati forti, cioè individui che vantavano una serie di successi nella professione privata o nella precedente carriera politica a livelli istituzionali più bassi. Nei collegi sicuri, invece, venivano presentati, in media, candidati più deboli e impreparati. La concorrenza è, anche in politica, uno stimolo prezioso.

Infine, i controlli sociali. Su questo punto, l'evidenza empirica mostra che dove il capitale sociale e il senso civico sono bassi, anche comportamenti biasimevoli da parte dei politici (come ricevere un avviso di garanzia per corruzione o impegnarsi poco nell'attività parlamentare) non sono puniti in termini di voti. E questo produce, in un circolo vizioso, una classe politica più clientelare e incompetente. È vero che a volte i cittadini hanno poco potere di scelta. Ma non sempre è così. Ricordiamocelo la prossima volta che dovremo decidere se votare l'assessore impreparato che ci ha promesso un favore o un candidato sconosciuto ma capace.