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La class action dovrà attendere. Miglioriamola

, di Massimo Occhiena - professore associato di diritto amministrativo alla Bocconi
Tutela dei cittadini. Il governo ha stralciato ancora una volta l’azione per la tutela giudiziale

La class action può attendere. Le resistenze delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici hanno avuto la meglio. E così, lo scorso 15 maggio il governo ha stralciato dal decreto attuativo della legge delega 15/2009 l'azione per la tutela giudiziale nei confronti delle inefficienze degli enti pubblici e dei concessionari di pubblici servizi. Ma di che cosa si tratta?

Bisogna subito dire che, al di là dei proclami politici, tecnicamente non è una vera e propria class action. Tipica del diritto Usa (si pensi al film Erin Brockovich), questa è l'azione proposta da uno o più soggetti appartenenti a una 'classe' per ottenere dal giudice una pronuncia (di solito risarcitoria) su una questione comune, i cui effetti sono goduti da tutti gli appartenenti alla classe estranei al processo. Il rimedio previsto dalla l. 15/2009 è invece una 'azione di efficienza'. Non serve a farsi risarcire i danni, ma a ripristinare il corretto svolgimento/erogazione della funzio-ne/servizio richiesto. In sintesi, ogni interessato, come pure le associazioni e i comitati, può ricorrere nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici che ledono "interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti e consumatori", violando gli standard qualitativi ed economici fissati dalle authority; i diritti degli utenti posti nelle carte dei servizi; le regole sull'esercizio dei poteri di vigilanza, di controllo o sanzionatori; i termini procedimentali o il dovere di adottare atti amministrativi generali. Il giudice è quello amministrativo, con competenza esclusiva e di merito. Il che significa che i Tar e il Consiglio di stato hanno il potere di sindacare l'opportunità delle scelte amministrative e di ordinare l'adozione delle misure idonee a porre rimedio alle violazioni, alle omissioni o agli inadempimenti. Se le inefficienze continuassero dopo la sentenza, il giudice potrà allora nominare un commissario, che provvederà al posto dell'ente inadempiente. L'azione di efficienza è da salutare con favore: è un tentativo per adeguare il nostro ordinamento giuridico alle reali necessità dei cittadini, pregiudicati non solo dagli atti illegittimi, ma anche e soprattutto dalle inefficienze degli enti e concessionari pubblici e da tutti gli episodi di mala amministrazione che riempiono le cronache.Ma può essere migliorata. Tre gli aspetti da considerare. Il primo è consentirne l'esercizio anche nei confronti dei gestori di servizi pubblici, ossia le società, pubbliche e private, con cui tutti i giorni i cittadini entrano in contatto e dal cui operato dipende il rispetto e la soddisfazione dei loro diritti e bisogni. Realisticamente è però improbabile che il governo abbia la forza di imporsi sia sui concessionari, numericamente inferiori, che sui semplici gestori di servizi pubblici. Il secondo è che questo rimedio rischia di rappresentare solo il bastone, mentre nell'ottica meritocratica è opportuno ricorrere anche alla carota. Bisognerebbe cioè attuare un sistema di incentivi economici per i funzionari e i dirigenti che non abbiano mai provocato tale azione, da tradursi anche in titoli per le progressioni orizzontali e verticali o per ottenere gli incarichi dirigenziali o per vedersi assegnati speciali riconoscimenti da parte del Dipartimento della funzione pubblica. Il terzo aspetto critico attiene al modo per favorirne l'utilizzo da parte del cittadino, evitando che diventi appannaggio dei soli comitati e associazioni. Due le idee: prevederne la gratuità/l'esiguità dei costi processuali ed escogitare un effetto diretto/immediato a beneficio del singolo, quale, ad esempio, il potere del giudice di sostituirsi all'ente inefficiente e di adottare l'atto richiesto o di obbligare la struttura/l'ente obbligato a erogare la prestazione richiesta dal cittadino.Allo stato, però, il problema dell'azione di efficienza è superare i numerosi ostacoli che la bloccano e, finalmente, diventare operativa.