Il medico senza frontiere
Con 17 medici nella sua grande famiglia e un ospedale privato aperto da suo nonno, il destino come medico di Sanjay Deodhar, 34enne indiano, era segnato. Di suo, invece, è la determinazione nell'inseguire un ideale in cui ci sia una società civile attiva che partecipa al proprio miglioramento. Così Sanjay ha saputo creare un'Ong che si è distinta per il suo lavoro nella zona dell'India colpita dallo tsunami del 2004 e ora si trova a Milano, in Bocconi, per capire come rendere più accessibile il sistema sanitario del suo paese.
"Cresciuto giocando nei corridoi di ospedali, circondato da 17 medici tra cugini, nonni e zii, e guardando le operazioni di mio padre ho subito il fascino della medicina," racconta Sanjay con quella pacatezza tipica indiana. Specializzatosi in chirurgia laparoscopica, la sua prima destinazione fu un ospedale nella profonda giungla indiana. "L'impatto fu molto forte. Nella prima settimana fui attaccato da un elefante e comunque mi trovai a visitare 12.000 pazienti all'anno, inclusi numerosi parti."
Con alcuni amici nel 2001, intanto, aveva avviato un Ong, la FSL India, dedita a rendere la società civile più attiva e partecipa con attività che spaziano dalla riforestazione, all'insegnamento nelle scuole alla salvaguardia delle tartarughe. "Avevamo visto che mancava una cultura del volontariato in India e che bisognava rendere più partecipe la società civile. Ora abbiamo anche un centinaio di volontari da tutto il mondo che ci aiutano ogni anno con i nostri programmi, soprattutto nelle scuole indiane."
La svolta nella vita di Sanjay fu alla fine del 2004 quando giunse notizia dello tsunami che aveva colpito anche, e in modo devastante, la costa orientale dell'India. La FSL India si organizza sotto la guida di Sanjay e gli altri coordinatori e si rende subito operativa. Durante il 2005, i 1.200 volontari (tra cui 130 dall'Italia) della FSL si sono resi utili nei campi medici della Croce Rossa, costruendo alloggi temporanee e aiutando la South Indian Fishermen's Society a costruire nuove barche per i pescatori colpiti dall'urto del maremoto.
"Un'esperienza così ti fa capire che siamo piccoli pezzi di un grande puzzle e che ognuno deve fare la propria parte e che la soddisfazione nella vita non deve essere personale e immediata ma un processo di lungo-termine con i frutti che si raccolgono fra tanti anni," spiega Sanjay, ripensando ai mesi passati ad aiutare la ricostruzione e la prevenzione sanitaria.
Intanto Sanjay continuava a riflettere sulla condizione del suo paese. "Ho capito che la medicina non era semplicemente dosare pillole ai pazienti ma che bisognava sforzarsi per portare miglioramenti più ampi e reali alla popolazione. Solo un quinto della popolazione infatti attualmente riceve assistenza sanitaria gratis."
E così, dopo un'attenta analisi dei corsi offerti in giro per il mondo, Sanjay opta per il Master universitario in International Health Care Management, Economics & Policy (MIHMEP) della Sda Bocconi School of Management. "Il contenuto del programma era affine alle mie priorità: darmi un prospettiva internazionale della gestione di sistemi sanitari, imparare la progettazione di programmi sanitari e approfondire l'e-health, che conoscerà una grande crescita in India."
Circondato da un ambiente stimolante di medici, professionisti del settore farmacologico e anche un antropologo, nel suo anno di studio a Milano Sanjay si è specializzato nello sviluppo di politiche sanitarie e nel disegno di programmi di gestione sanitaria. Il diploma arriverà a settembre e dopo Sanjay vuole fare ancora due anni di esperienza pratica in Europa prima di rientrare in India.
"Una volta tornato a casa, il mio tempo sarà diviso in due. Da una parte aiuterò nella gestione dell'ospedale che mio nonno costruì 80 anni fa. Ma, soprattutto, voglio lavorare nel campo delle politiche pubbliche per la sanità, per migliorare l'accesso della popolazione alla sanità pubblica e aumentare il suo tasso di educazione sanitaria. Intanto, un mio collega di corso è già pronto per partire per andare a lavorare presso il Ministero della salute indiano."