Il cervello di Martin
“Nel prendere decisioni economiche ci sono una serie di fattori psicologici ed emotivi che hanno un ruolo fondamentale e che non sono spiegati dalla teoria economica.” Ed è stata la passione per la ricerca di questi meccanismi che ha spinto Martin Monti, 28 anni, laureatosi alla Bocconi, a passare dagli studi economici a quelli in neuroscienza, comunque nel segno della continuità, per districarsi nel labirinto del cervello umano. “Le basi neurali del ragionamento umano sono, infatti, ad oggi piuttosto misteriose ma i progressi tecnologici ci permettono di scavare sempre più a fondo.”
Nato a New York, cresciuto tra Francia e Italia, Martin Monti scelse la Bocconi in modo non convinto: “Lettere antiche erano la mia grande passione ma le prospettive professionali non erano buone e la Bocconi sembrava la scelta migliore.” All’iscrizione in Bocconi la scelta cade sul Des, il corso di laurea in discipline economiche e sociali. “Guardando il curriculum del corso fui affascinato dai nomi d’insegnamenti come Epistemologia delle scienze umane ed Ermeneutica filosofica. E poi mi interessava una carriera nella ricerca e nell’insegnamento e sembrava un corso ideato per creare una nuova generazione di ricercatori.”
Durante il suo percorso di studio Martin si interessa sempre di più ai temi della filosofia della scienza e l’applicazione della psicologia cognitiva. “I primi esami erano incentrati più sulla teoria, con il decision-making individuale spiegato tramite equazioni. Ma mi affascinava quanto non si potesse riassumere la persona in un’equazione, quanto fosse importante aggiungere la variabile umana e la complessità dell’individuo.”
Gli studi, infatti, si concludono con una tesi per vedere se le persone si comportavano davvero come prescrive la teoria economica. Martin mette delle persone davanti uno schermo a negoziare con una persona che credono collegata in diretta, in realtà un attore che ha preregistrato determinate espressioni facciali. L’avversario faceva sempre le stesse mosse, in termini economici, ma alcuni lo vedevano, dopo la loro prima offerta, che si arrabbiava, altri che sorrideva. Chi pensava di negoziare con un avversario arrabbiato, spiega Monti, diventava più egoista, cercando di massimizzare il proprio tornaconto, mentre chi negoziava con un avversario che sembrava contento della prima offerta finiva per cercare di trovare una buona soluzione per entrambi.
“Questo mostra quanto moltissime altre fonti di informazione non economiche, ma psicologiche (ad esempio emotive), siano di grande importanza per le decisioni economiche. La diversa informazione psicologica infatti è bastata a far comportare le persone secondo strategie sistematicamente diverse.”
Questo interesse per i meccanismi del cervello umano spinge Martin, dopo la laurea, a scegliere di proseguire gli studi non in economia ma in neuroscienze, prima alla Rice University, poi dal 2003 a Princeton, con un MA in Psicologia e neuroscienze, dove si trova tuttora per un PhD. “Per me il passaggio dall’economia alla neuroscienza è comunque un continuo, non una rottura. Nell’economia l’informazione è il bene principale e ora mi occupo di come quell’informazione sia acquisita e processata nel cervello, quali siano i sistemi e network cerebrali deputati a usare e manipolare l’informazione. Se dovessi tornare indietro, infatti, non farei medicina o psicologia ma rifarei il Des.”
“Qui in America, intanto, dal primo giorno si fa ricerca e insegnamento, si è subito operativi.” E i frutti si vedono visto che a giugno Martin ha ottenuto un importante riconoscimento: uno dei 5 studenti PhD ad esseri premiati dalla Association of Princeton graduate alumni per la sua dedizione ed efficacia nell’insegnamento. Ogni anno, infatti, i diplomati dei corsi master e i dottorati assegnano i ‘Teaching Awards’ e a Martin, nello specifico, sono stati riconosciuti entusiasmo e sostegno e disponibilità verso gli studenti.
E a fianco dell’insegnamento prosegue anche la passione, e successo, nella ricerca. “Un mio recente studio sperimentale illustra come le persone violino sistematicamente le equazioni dell’economia tradizionale quando prendono decisioni in situazioni di incertezza,” racconta Martin. “La mia ricerca, oggi, è basata sulla risonanza magnetica funzionale per cercare di capire quali siano i luoghi cerebrali che ci permettono di eseguire ragionamenti logici, i luoghi cerebrali che ci permettono di manipolare informazioni e, data una certa informazione iniziale, arrivare a conclusioni.”
Intanto, il tempo libero è dedicato alla passione per il volo con le lezioni per ottenere la patente di pilota strumentale e con l’obiettivo di diventare parte di AngelFlight America, un’associazione volontaria per piloti che vogliono donare il loro tempo per portare pazienti a ospedali dove possano ricevere le cure migliori. “Volo per il piacere di farlo ma il giorno che farò anche parte di quest’associazione mi sentirò di aver davvero fatto qualcosa. Anche se trovo che l'insegnamento, quello vero, che comunica la passione per le neuroscienze e per la ricerca ai giovani studenti di Princeton, sia già un passo in quella direzione.”