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I Think Systems propongono energia pulita. Da bere

, di Fabio Todesco
Quattro Mba part-time con l'idea di un energy drink innovativo e tre minuti a disposizione, il 2 giugno a Stoccolma, per convincere gli investitori a dargli 10 milioni di euro. In un concorso per progetti d'impresa

"Se ha 10 milioni di euro e vuole farli fruttare il 50% l'anno per cinque anni, questo è il momento di entrare nel settore degli energy drink". Comincerà più o meno così l'"elevator pitch" che quattro partecipanti all'Mba part-time della Sda Bocconi saranno chiamati a pronunciare il 2 giugno a Stoccolma, nel primo atto della European business plan of the year competition, il concorso che mette in gara i progetti d'impresa realizzati dagli studenti delle migliori scuole di management del continente.

L'elevator pitch (discorso dell'ascensore) è la più sintetica presentazione di un'idea di business a un potenziale investitore; deve durare non più di tre minuti, ovvero il tempo di un incontro casuale con un venture capitalist su un ascensore.

Cerullo, Gessler, Passafiume, Panaro

Max Panaro, Christoph J. Gessler, Antonello Cerullo e Marco Passafiume (nome di battaglia del team: Think Systems) sono professionisti di 35 anni, con dieci anni di esperienza lavorativa alle spalle nelle più diverse funzioni e settori e frequentano il secondo anno dell'Mba part-time, un programma biennale che alterna brevi, intensivi periodi d'aula a più lunghi periodi di insegnamento a distanza, via internet.

Il mercato italiano degli energy drink è caratterizzato da un leader incontrastato, che detiene il 97% del mercato e che, negli ultimi 10-15 anni, con i suoi investimenti pubblicitari, ha reso il prodotto familiare non solo a chi ha 20 anni e frequenta le discoteche, anche se i giovanissimi, che lo consumano mixato a superalcolici, sono ancora il target di gran lunga prevalente.

La scommessa, supportata da un mare di analisi di mercato, è che ci sia lo spazio per un secondo attore, che declini diversamente il concetto di energia, non come adrenalina ma come energia calda e pulita, che può aiutare chi è sotto pressione per motivi di lavoro, chi si appresta a guidare, chi vuole semplicemente tirarsi un po' su. Il target principale della nuova bevanda sarebbe costituito da professionisti con qualche anno e qualche soldo in tasca di più rispetto agli attuali consumatori. Un energy drink molto vicino al caffè, insomma.

All'idea sono arrivati partendo dalla teoria e dai casi analizzati in aula. "Stavamo studiando, con la teoria dei giochi, le possibili strategie per entrare in un mercato caratterizzato dalla presenza di un leader indiscusso, un quasi monopolista. Abbiamo visto che in molti casi, da Coca-Cola e Pepsi a McDonald's e Burger King, l'ingresso di un concorrente ha stimolato l'allargamento dei mercati, tanto che hanno finito per beneficiarne anche i leader. Ebbene, gli energy drink potrebbero vivere un momento di questo genere".

I quattro giovani professionisti hanno cominciato a pensare al progetto a gennaio, in vista della partecipazione a un altro concorso per business plan, promosso dall'Entrepreneurship Club della Sda Bocconi, che hanno vinto. "Penso sia piaciuta la nostra praticità", dice Max, "nel nostro progetto non ci sarà genio, ma concretezza sì: l'opportunità di mercato esiste, noi suggeriamo di coglierla".

I quattro hanno fatto i loro conti sfruttando la rete di contatti della Sda Bocconi e vedono la possibilità di una crescita velocissima, a patto di poter investire somme consistenti. Ecco perché, sull'immaginario ascensore di Stoccolma, chiederanno 10 milioni di euro in tre minuti.