Contatti

Per i fondi settoriali serve un po’ di strategia

, di Manuela Brusoni e Veronica Vecchi - docenti dell'Area public management and policy della Sda Bocconi
Il comportamento degli enti locali sembra guidato dall’emergenza. Aperti in ritardo gli uffici politiche comunitarie

I fondi messi a disposizione dall'Unione europea ai paesi membri sono di due tipi: fondi strutturali e fondi settoriali (altrimenti chiamati a gestione diretta). I primi sono programmati ed erogati direttamente dai governi nazionali e regionali, mentre i fondi a gestione diretta sono programmati ed erogati da parte delle direzioni generali della Commissione europea. Primari destinatari dei fondi settoriali sono le amministrazioni pubbliche europee, accedono invece ai fondi strutturali tutti i soggetti economici di un territorio in relazione alla destinazione dei finanziamenti.

L'Italia è destinataria di fondi strutturali per 28,8 miliardi di euro, che diventano circa 122 miliardi considerando il cofinanziamento nazionale e i fondi per le aree sottoutilizzate. Se l'utilizzo dei fondi strutturali è molto più semplice da parte delle amministrazioni pubbliche, in quanto segue logiche simili al trasferimento delle risorse di tipo ordinario, specie in relazione ai fondi gestiti dalle regioni, le difficoltà di accesso ai fondi settoriali sono maggiori: si tratta di risorse programmate a un livello istituzionale più distante dai beneficiari, che richiedono l'attivazione di un partenariato europeo per essere utilizzate e una maggior qualità progettuale, considerato che l'arena competitiva è più ampia, visto che concorrono tutti i paesi membri. Oltre a queste maggiori difficoltà vi è da notare che i fondi settoriali finanziano per lo più azioni di tipo immateriale, quali la creazione di gruppi di lavoro e network per la messa a punto di progetti e politiche, e che l'ammontare medio per progetto è generalmente inferiore rispetto a quanto può essere garantito dai fondi strutturali. Si tratta, però, di azioni di rilevante importanza strategica per l'aggiornamento continuo delle risorse umane, soprattutto all'interno delle amministrazioni pubbliche, e per l'introduzione di innovazioni manageriali. Per tale motivo, nell'ambito della programmazione 2007–2013 dei fondi comunitari, la Commissione europea ha raccomandato una programmazione e un utilizzo sinergico dei fondi strutturali e di quelli settoriali: con questi ultimi è, infatti, possibile finanziare la definizione di nuove politiche, programmi e progetti, la cui concreta implementazione può trovare finanziamento attraverso i fondi strutturali. Da un'analisi del 2008 su un campione di 27 enti locali italiani risulta che in media essi hanno costituito un ufficio politiche comunitarie per supportare la struttura amministrativa nell'accesso ai finanziamenti circa 8 anni fa, parecchio dopo l'avvio della maggior parte dei fondi settoriali. La scarsa rilevanza data ai fondi settoriali è dimostrata anche dalla prevalenza dell'accesso "contingente" a tali fondi, quello cioè guidato dalla disponibilità di bandi aperti, rispetto all'accesso di tipo "strategico", che prevede l'individuazione dei programmi più coerenti rispetto ai fabbisogni dell'ente. L'accesso contingente può essere molto oneroso, in quanto richiede investimenti iniziali rilevanti (dovuto per esempio al coinvolgimento di consulenti esterni) e la qualità della richiesta di finanziamento rischia di essere di basso livello, data la finestra temporale limitata per la predisposizione dell'idea progettuale (il formulario). Inoltre, è più difficile definire un budget accurato, che permetta di sfruttare adeguatamente gli asset d'azienda come cofinanziamento economico al progetto, considerato che nella maggior parte dei casi i programmi comunitari richiedono una partecipazione finanziaria o economica del beneficiario per circa il 50% dei costi del progetto. E se non si stima in modo puntuale il cofinanziamento economico, vi è la necessità di garantire un apporto finanziario di risorse attingendole dai bilanci sempre più limitati degli enti e gli effetti dell'anticipazione del pagamento delle spese rispetto all'incasso del finanziamento può generare tensioni di cassa difficili da gestire.La capacità di passare da un approccio contingente a uno strategico sarà l'elemento che permetterà di incrementare l'attrazione di fondi europei a gestione diretta negli enti locali italiani, migliorandone anche il tasso di successo.