Governare lo sviluppo urbano
Quanto e come la globalizzazione ha modificato il volto delle nostre città, in termini di funzioni economiche e sociali in obsolescenza che chiedono di essere rimpiazzate? Quali nuovi attori si sono affacciati sull'arena della rigenerazione urbana? Cosa possono fare pubblica amministrazione e mercato per governare in un'ottica di sistema processi complessi come quelli di sviluppo urbano, che cambiano profondamente il volto delle città e la qualità della vita e del lavoro delle persone che in esse vivono?
Il nuovo manager pubblico si trova a dover dare risposta a queste domande con conoscenze e competenze che non possono più prescindere da un rapporto attivo e consapevole con il settore privato per governare fenomeni complessi quali quelli legati allo sviluppo urbano. Questo è quanto emerge dal progetto Courbit (Complex urban investment tools), finanziato dal programma dell'Unione europea Interreg III B Cadses per un totale di quasi 2 milioni di euro in 3 anni e che ha visto l'Università Bocconi capofila di un'ampia squadra internazionale di partner pubblici, centri di ricerca e università (Lipsia, Stoccarda, Budapest, Treviso, Pordenone e Cracovia). La natura mista del partenariato, enti pubblici e università, ha rappresentato un valore aggiunto nel raggiungimento di risultati accademici (modello teorico di riferimento e pubblicazioni) e di policy concrete (parte empirica di sperimentazione su aree pilota). Primo risultato del progetto è stato un modello teorico di riferimento per guidare i processi di trasformazione urbana, con un focus del tutto particolare sul ruolo dell'attore pubblico, in connessione a quello privato, come driver della competitività e dello sviluppo urbano. Il modello è stato confrontato con modelli di partnership pubblico privato (ppp) esistenti e testato in aree pilota individuate dai singoli partner con diversi risultati, che hanno portato alla trasformazione di intere porzioni di città in qualcosa di completamente nuovo. A Lipsia, la creazione di un international quartier nel centro della città, trasformato da quartiere a elevato disagio sociale in fucina di progetti innovativi. Sempre Lipsia ha sperimentato con successo la riconversione e il rinnovo delle strutture architettoniche esistenti per lo sviluppo del turismo. A Budapest è stata analizzata e impostata, con riferimento ad alcune aree della città, una società mista pubblico-privato sul modello delle sociétés d'économie mixte francesi. A Treviso, il nuovo edificio della Provincia è stato ricavato grazie alla riconversione di un ex ospedale psichiatrico. E anche la Provincia di Pordenone ha operato per una riconversione di aree industriali grazie alla creazione di una società di trasformazione urbana in partnership con il soggetto privato. Emerge fortemente la consapevolezza che nella nuova competitività globale la città, più che lo stato, può essere elemento di rapida creazione o distruzione di valore e di riposizionamento del vantaggio competitivo. La pubblica amministrazione necessita sempre più di competenze specifiche per governare progetti complessi e scenari in evoluzione. L'interdisciplinarità diventa quindi un elemento fondante delle competenze del manager pubblico, in grado di portare a una sintesi problemi relativi a dinamiche urbane, finanza, produzione, economia e policy management.