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Gli studenti devono imparare gli uni dagli altri

, di Stefano Renzi e Jane Klobas - entrambi research fellows presso il centro Carlo Dondena di ricerca sulle dinamiche sociali della Bocconi
E-learning: la rivoluzione non c'è stata, ma i processi didattici sono stati profondamente modificati

L'introduzione di Internet e del web ha generato alla fine degli anni '90 molte discussioni sul futuro ruolo delle università. Viene spesso citato Peter Drucker che profetizzò, nel 1997, la scomparsa dei grandi campus nell'arco di trent'anni per effetto delle nuove tecnologie che avrebbero permesso di attivare corsi a distanza mettendo in crisi le università residenziali.

Sono passati più di dieci anni e la scomparsa delle università tradizionali sembra ancora lontana. Il modello di università online, dopo grandi entusiasmi iniziali, è passato in secondo piano e le università più importanti hanno reagito alla pressione della competizione internazionale e della globalizzazione con diverse strategie per mantenere elevato il loro prestigio e la loro posizione nelle valutazioni internazionali.

Tra le strategie adottate, quelle basate sull'adozione delle tecnologie per la gestione delle attività amministrative e didattiche hanno giocato un ruolo di primo piano e, tra queste, l'e-learning.

L'e-learning non ha cambiato strutturalmente i processi didattici e, nelle università, le piattaforme e-learning vengono normalmente utilizzate come supplemento alla didattica, in particolare per rendere disponibile agli studenti il materiale presentato in aula.

In sostanza si assiste a una diffusione generalizzata delle tecnologie per la didattica universitaria, e in particolare dell'e-learning, senza però un parallelo adeguamento delle modalità pedagogiche associate all'uso della tecnologia.

Ma l'efficacia dell'e-learning non può essere ottenuta cercando di riprodurre online le caratteristiche tipiche dell'insegnamento in aula, ciò che si richiede è una trasformazione del modo insegnare che deve includere strategie di apprendimento di tipo sociale dove gli studenti, guidati dal docente, imparano l'uno dall'altro come nel mondo 'reale'.

Questa modalità di didattica online richiede al docente un cambiamento culturale consistente. In primo luogo il docente deve rendersi conto delle potenzialità e limiti dell'insegnamento online in modo da riprogettare il suo corso e riallocare le attività didattiche tra aula e online a seconda degli obiettivi didattici che si è posto.

Secondariamente deve apprendere come governare le dinamiche di un insegnamento online basato sui principi dell'apprendimento di tipo sociale.

La Bocconi ha attivato un'iniziativa che prevede la riprogettazione di alcuni corsi per soddisfare le esigenze di studenti che si trovano fuori sede in scambio o in stage. I docenti apprendono i principi della didattica online e delle tecniche di progettazione didattica e sono supportati da un esperto di didattica nella fase di riprogettazione e di erogazione delle attività online del loro corso.

I docenti hanno adottato con grande partecipazione il cambiamento strutturale proposto migliorando in modo consistente la progettazione del loro corso e la definizione delle attività didattiche online. Sulla base delle competenze acquisite, i docenti hanno individuato inoltre cambiamenti in grado di migliorare anche la progettazione delle attività didattiche previste in aula.

Per completare il processo di cambiamento culturale deve seguire però una riflessione in ambito universitario su come si modificano le competenze e il ruolo del docente e quali sono le risorse e la formazione da mettere a disposizione di chi utilizza tecnologie e-learning.

Sono poi da mettere in atto tutte le azioni organizzative che ne permettano il radicamento. Solo in presenza di queste condizioni si potrà completare il processo di cambiamento culturale richiesto dall'adozione della didattica online.