Giovanni Razzu, un italiano alla corte di Blair
"La passione per le politiche sociali ha sempre segnato le mie scelte di studio e lavoro e occuparmene oggi al centro del governo britannico è un'esperienza avvincente". Laureatosi in Economia politica alla Bocconi nel 1999, Giovanni Razzu, 31 anni, di Sassari, è passato infatti dal Sud America e dall'Africa per approdare oggi come Economic adviser per la Commissione per le uguaglianze del governo inglese, istituita da Tony Blair per analizzare le cause delle disuguaglianze croniche in Gran Bretagna.
Le sue avventure internazionali iniziano in Bocconi quando beneficia di una borsa di studio per un field-project di 4 mesi presso la Camera di Commercio di Montevideo, utile per la sua tesi sul processo d'industrializzazione dell'Uruguay. Appena dopo la laurea, Giovanni si imbarca ancora per il Sud America. Questa volta la destinazione è il Venezuela per un embassy project della Bocconi che prevede uno stage presso l'Ambasciata italiana di Caracas.
Al ritorno la passione per i problemi della povertà urbana, vissuti tra l'altro di prima mano in Sud America, lo spinge a scartare offerte di impiego in banche e iscriversi nel 2000 alla London School of Economics, al Master in Housing Economics. "Ormai ero convinto che ciò di cui volevo occuparmi era l'applicazione pratica e di prima mano di politiche sociali e pubbliche," racconta Giovanni.
Terminati gli studi Giovanni presta domanda presso le Nazioni Unite e partecipa per un anno in Ghana ad un progetto Unesco, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, come responsabile del piano per il risanamento del centro storico, l'area più povera, della capitale Accra. "Un'esperienza affascinante, ricca di contatti sia con ministri che con la comunità più povera e con grandi soddisfazioni concrete visto che, grazie anche afondi UE, siamo riusciti a preparare un piano per il restauro di un vecchio forte della città, monumento del patrimonio Uunesco e ad includere il programma nella Strategia di Riduzion della Poverta del governo del Ghana, pereparata con la Banca Mondiale."
Dopo l'esperienza in Africa, il ritorno a Londra e l'attività di ricercatore alla London School of Economics, dove Giovanni tuttora insegna nel Master in Housing Economics. Nel 2003, invece, avviene il passaggio nei corridoi del governo britannico tramite un concorso per entrare nel Government Economics Service, il servizio di economisti del governo britannico.
"Una bellissima esperienza dove potere mettere a frutto la mia propensione per il settore pubblico. Certo, l'ingresso non è stato facile a causa di quel linguaggio di governo e dei meccanismi burocratici cui mi sono dovuto adattare. Il sistema britannico è molto particolare e il rapporto tra politici e civil servants, specialmente se analisti, non è sempre facile. Ho imparato tantissimo, in particolare il modo di pensare di molto politici al governo qui a Londra. Veramente affascinante."
Come incarico Giovanni viene assegnato all'Ufficio del vice primo ministro, nella Central Economic Advise Division, occupandosi di analisi economica dei progetti di investimento come membro del Central Projects Review Group e di aspetti vari del settore residenziale, come l'analisi economica dei sussidi per la casa.
Dall'ottobre scorso, infine, Giovanni è entrato nel Cabinet office, l'ufficio di gabinetto del Primo Ministro Tony Blair per fare parte della Commissione, istituita per esaminare le cause della disuguaglianze e discriminazioni nella società britannica. Il team, guidato da Sir Trevor Phillips, presidente della Commission for Racial Equalities, ha appena presentato (20 marzo) il rapporto preliminare al primo ministro.
"Nel nostro lavoro, per esempio, abbiamo studiato i problemistrutturali delle disuguaglianze come quelle di certe minoranze etniche nella scuola o quelle nel mondo del lavoro per i disabili o le lavoratrici madri. Inoltre, abbiamo mostrato che è importante intervenire per ridurre le diseguaglianze non solo per motivi di giustizia sociale ma anche per motivi puramente economici. La disuguaglianza ha un costo per la società nel suo complesso. Per esempio, ridurre l'estrema disuguaglianza nei consumi porterebbe ad un incremento del benessere sociale. Insomma, sono immerso nella mia passione, fra ricerca e politica al centro del governo britannico - non potevo chiedere di più."
Programmi per il futuro? "Certo, Londra è una trappola - una volta che entri, con tutte le opportunità che offre, è difficile uscirne. Ma come italiano la speranza è di tornare a casa prima o poi."