Dalla scrivania al cavalletto
Il coraggio di rischiare, per trasformare la propria passione in lavoro e
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| Uphill |
rivoluzionare la propria vita. È questa la storia di Debora Hirsch, 40 enne, che ha voluto porre la creatività al centro della sua vita, abbandonando così la carriera da manager per dedicarsi all'arte. Dopo esposizioni a Milano, New York, Berlino e Rio de Janeiro, attualmente Debora è in mostra a Roma, fino al 23 maggio alla Fondazione Olivetti, con le foto del suo nativo Brasile.
Laureata a San Paolo in ingegneria industriale, Debora ha iniziato con una carriera nel campo della consulenza, tra San Paolo e Chicago, e poi al CNR a Milano come ricercatrice in gestione della produzione. Il desiderio di completare la sua formazione economica e manageriale l'ha portata poi a seguire l'Mba della Sda Bocconi.
"Una bella esperienza professionale e personale," racconta Debora. "Passare un anno in classe con persone da tutto il mondo mi ha molto arricchito." Il rapporto con la business school milanese è ancora stretto, infatti, e Debora, consigliere dell'associazione degli alumni Amsda, tiene lecture e seminari sui temi dell'investimento in arte, dell'arte contemporanea in Italia e sul management della cultura.
Dopo l'Mba, una proficua e variegata carriera da manager in giro per il mondo. Prima come business development director per l'Europa nella divisione media di Richemont ad Amsterdam, poi la stessa carica presso la pay-tv della USA Network a New York e poi in Brasile, come managing director del canale, infine come vice presidente marketing per EDS Latino America.
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| So What (Dick Tracy and Duca di Montefeltro), 2006 |
Il tutto senza mai prendere in mano un pennello o videocamera ma sempre con una grande passione per l'arte, e la storia dell'arte, che la porta a visitare tante gallerie e musei nei suoi spostamenti per il mondo. Passione, ispirata dai genitori collezionisti d'arte, che nel 1999 la spinge ad abbandonare la carriera nel business per quella artistica.
"L'arte e' sempre stata una grande passione e anche se non ero sicura di riuscire come artista ho voluto sfidarmi a provare," racconta Debora. "Infatti ci ho messo tre anni a maturare questa scelta e ho sorpreso tutti, famiglia e colleghi."
"Ho iniziato con la pittura perché avevo delle idee per cui la pittura era il mezzo ideale," spiega Debora, "ma poi ho sviluppato anche l'uso di video e foto. Ma l'impronta pittorica è sempre forte anche quando utilizzo altri strumenti." Una scelta, quella di fare l'artista, che ha reso Debora felice e che le ha portato delle soddisfazioni visto che le sue opere sono state esposte, tra l'altro, al PAC di Milano, all'International Art Festival di Seul, al Museo di arte Contemporanea di Roma, alla Bibliothèque de Lyon, all'Electronic Language Festival di Rio de Janeiro e San Paolo, alla Stefan Stux Gallery a New York, e alla Quadriennale di quest'anno.
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| Oasis |
"Il tema più ricorrente nei miei lavori è quello dell'identità e del tempo che passa," racconta Debora. "Girando molti posti nel mondo per ritornarci dopo tanto tempo, infatti, mi colpisce sempre come le cose sono cambiate e come si rivedono poi le cose con occhi diversi."
Debora, infatti, è attualmente in mostra a Roma (www.fondazioneadrianolivetti.it), nell'ambito del Festival della Fotografia, proprio con delle foto del suo nativo Brasile. La mostra 'BR 101' raccoglie una serie di foto scattate lungo la strada di 4.500 chilometri di quel nome che taglia longitudinalmente il Brasile lungo la costa. Foto che apparentemente raccolgono semplici scatti di vita quotidiana ma illustrano tutte le disuguaglianze e contraddizioni della società brasiliana colte con l'occhio di chi ha lasciato tempo fa il paese d'origine e, confrontandosi con altre realtà, oggi ha uno sguardo diverso.
Alcune opere di Debora sono visibili sul sito www.deborahirsch.com


