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Via dal debito con nuovo debito

E' assurdo che si pensi di uscire da una crisi generata dall'eccesso di debito attraverso la creazione di ulteriore debito, soprattutto anteponendo gli interessi delle solite lobbies a quelli degli imprenditori privati. Questo discorso vale in particolare per l'Italia, dove tra l'altro la mancanza di un'etica del sociale e la cristallizzazione dei privilegi acquisiti paralizza la dinamica della spontanea distribuzione virtuosa delle risorse. Ben venga quindi un intervento governativo mirato a semplificare l'accesso alla vita economica e politica del paese a nuovi e volenterosi talenti (interventi strutturali) a fianco delle solite, poco fruttifere, manovre congiunturali. Rinasca dal basso e dagli allievi delle università un rinnovato spirito di competizione individuale coscienziosamente coniugato alla partecipazione attiva per il bene sociale.