Crisi, è veramente ineluttabile?
Egregio Prof. Gatti, la sua analisi della crisi dei mercati finanziari è a mio modo di vedere estremamente condivisibile anche se il quadro di riferimento tracciato ritrae la successione degli eventi come qualcosa di inelluttabile. Ritengo invece che specialmente nella prima fase "di eccessivo ottimismo dei mercati finanziari" (quella che Allan Greenspan qualche anno fa definiva bonariamente "esuberanza irrazionale"), esistano delle responsabilità specifiche da parte di alcuni attori economici. Non attribuisco una responsabilità rilevante alla BCE e alla FED, almeno non per questa crisi, seppur ritengo che la FED sia stata troppo poco attenta alle dinamiche inflazionistiche e la BCE di contro eccessivamente cauta nei mesi scorsi. Anzi, mii sembra che attualmente BCE e FED si stiano muovendo in modo coordinato (es. decisione di abbassare il tasso di riferimento) e che, anche a livello di politica monetaria ed economica, l'Europa si sia mossa, dopo le prime incertezze, e per quanto possibile in modo armonico. Veniamo ai colpevoli... Ritengo che le banche di investimento abbiano un loro ruolo non insignificante nella crisi attuale considerando che hanno proposto e venduto in un modo troppo spregiudicato degli strumenti finanziari "tossici" agendo in modo indiretto sul retail. Peraltro, in alcune dinamiche (es. previsioni sull'andamento del prezzo del petrolio) metto in discussione il ruolo svolto dalle stesse investment bank come "opinion maker" non sempre super partes, ovvero, condizionando l'andamento del mercato sulla base delle "loro" analisi economico-finanziarie e creando situazioni "euforiche". Attribuisco un ruolo significativo nella crisi finanziaria alle società di rating che avrebbero dovuto segnalare situazioni di particolare debolezza di alcune società (es. rating S&P della Lehman Brothers prima del default). Probabilmente ci sono molte altre sfumature e responsabilità che non riesco a cogliere...comunque, in questo momento di estrema incertezza, l'economia reale subirà dei grossi contraccolpi con relativi problemi - recessione, disoccupazione- e questo riguarda tutti coloro che lavorano. Un saluto da chi la ricorda con tanta stima.