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Creazione di valore e tensioni sociali

Il mio unico pensiero leggendo queste parole e' la mancanza espilicita degli impatti del modello, e sopratutto dei sui abusi, sul piano occupazionale. E' ragionevole assumere che un'impresa "di maggiore successo nella costruzione di valore per gli azionisti nel lungo periodo", assume implicitamente un mantenimento "ragionevole" dei propri dipendenti. Ma credo anche che questo sia un momento di ripensamento profondo, tale da porre la questione nelle ipotesi stesse del modello. Tra gli altri, Stiglitz afferma quanto sia rilevante il breve periodo per garantirne un lungo. Le tensioni sociali vanno al di la' del mero obiettivo di creazione di valore per gli azionisti. Il modello deve allargare oltre ai i suoi stakeolders, delle metriche di valutazione legate alla societa' civile, in termini di benessere economico: tutela dell'ambiente, rapporto tra lavoratori precari e non, ridistribuzione dei salari... Un approccio miope e solo legato al valore economico, per come e' percepito dai piu', ovvero paragonato al solo guadagno immediato, deve essere combattuto. Forse anche nella scelta delle parole... Norberto, Ingengere Gestionale, Ginevra.