Come si parte?
Sono una docente di scuola primaria e trovo molto interessante l'articolo del prof. Fiorentini. Mi chiedevo se imprese di questo tipo potessero nascere anche su iniziativa di singoli o di gruppi costituiti da pochissime persone. Ho l'idea che siano iniziative più sincere, senza il rovescio della medaglia per così dire. Spesso ho pensato ad un'impresa non profit proprio in virtù del fatto di poter andare incontro alle fasce più deboli dei lavoratori, ma non sapevo dare un nome a questa mia idea. Leggendo il suo articolo sono rimasta sorpresa non solo del fatto che ciò che ho in mente da molto tempo ha una denominazione chiara e precisa, ma soprattutto per il fatto che può addirittura essere di aiuto al sistema economico e quindi all'intera società, in particolare alle famiglie più disagiate. Mi chiedevo se non fosse utile far conoscere soprattutto ai giovani dove e/o come poter trovare i riferimenti normativi, e quindi l'intera procedura, per l'avvio di un'impresa di questo tipo. Se questo tipo di impresa rappresenta una marcia in più per la ripresa economica, spero che sia tenuta in debita considerazione e supportata da chi ha la facoltà di farlo, affinchè i nostri giovani abbiano maggiori opportunità per il loro futuro e sviluppino una sensibilità maggiore nei confronti delle fasce più deboli della società, sensibilità che purtroppo viene sempre più soffocata dall'egoismo e dalla rincorsa al dio denaro.