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Chi cerca la competitività la trova tra gli anelli che uniscono le aziende

, di Maurizio Dallocchio - titolare della cattedra Nomura di finanza aziendale alla Bocconi
Catena del valore. L’integrazione verticale non è più garanzia di solidità ed economisti e politici puntano l’attenzione sulle interconnessioni strategiche

È ormai chiaro a tutti: la catena del valore non è più un continuum e l'integrazione verticale non è più garanzia di solidità, presidio della qualità, vantaggio competitivo. E il successo delle istituzioni e delle imprese passa sempre più spesso attraverso il disegno di 'anelli di congiunzione', di interconnessioni fra diverse entità che, ben coordinate e organizzate, consentono il conseguimento di obiettivi ambiziosi, in larga parte non conseguibili da un unico soggetto. Sono questi anelli il centro dell'attenzione dell'economia che mira allo sviluppo, dei politici che ne hanno compreso la crucialità, degli imprenditori e di tutti coloro che sanno oltrepassare le barriere dell'individualismo accentratore, alla ricerca di un nuovo equilibrio fondato sulla ricerca del meglio (ovunque questa categoria logica si trovi) e non sul goffo tentativo di presidiare tutte le fasi che conducono alla generazione di valore.

Le interconnessioni appaiono ancor più importanti in un paese come l'Italia, dove: la grande impresa altamente integrata quasi non esiste più; il valore potenzialmente reso disponibile dalle imprese di minori dimensioni non trova talora piena manifestazione per l'incapacità delle pmi di trovare (a monte e a valle) tutte le condizioni necessarie a imporre i propri prodotti/modelli; la geografia e più in generale la complessità logistica impongono una sistematica attenzione al trasferimento-coordinamento dei flussi (fisici e non solo). Un paese nel quale il frazionamento di idee, obiettivi, visioni riscontrabile a tutti i livelli (si pensi alla sfera politica, sindacale, culturale, universitaria) impone una sensibilità unica per armonizzare, coordinandole attraverso processi di collegamento, le forze e le energie 'valide' generate nelle numerose entità frazionate e dove, inoltre, le reti e i distretti, pur nella consapevolezza di un ruolo non trascurabile in passato, mostrano visibili limiti nel dispiegare efficacia nell'attuale contesto, dominato da una mutevolezza, imprevedibilità e complessità che proprio le reti e distretti non riescono a dominare per la loro relativa staticità e scarsa proiezione verso l''esterno'.

Ecco l'origine di una riflessione organica sul tema delle connessioni e sulle potenzialità che esse riservano a un paese alla ricerca di nuovi valori e di nuovo Valore.

Un grande paese moderno è per sua natura complesso e richiede una grande varietà di competenze che si integrano e si completano fra di loro.

La capacità di integrare diverse competenze e di gestire la complessità è a tutti gli effetti il connotato fondamentale che un sistema paese o un insieme di imprese deve avere per essere competitivo e riuscire nella sfida dello sviluppo. Inaridisce chi, incapace di farlo, si concentra unicamente sulla propria specializzazione; o meglio, inaridisce il paese che non è grado di integrare le differenti competenze di cui si può avvalere.

Il tema fondamentale, quindi, è quello del sistema di connessione tra imprese e, più in generale, di organismi che portano in grembo diverse competenze. È evidente come una serie di avvenimenti recenti, per così dire, di cronaca economica, abbiano mostrato come per lo sviluppo di un paese o la realizzazione di un progetto, qualunque esso sia, diventi strategica la capacità di gestire la complessità, le relazioni, le connessioni tra i diversi soggetti.

Siamo convinti che le relazioni fra gli attori cruciali del sociale, ovvero lo stato e il governo, le imprese, le istituzioni e il no profit, il mondo finanziario, le organizzazioni sindacali e culturali e le persone siano al centro di un sistema solido, equilibrato, lanciato verso un modello di crescita sano e sostenibile.

Senza una cura spasmodica, costante delle relazioni fra i diversi attori appena citati, un sistema implode e dissipa i talenti di cui è dotato.