Andrea Vaturi, pattinatore mondiale e studente modello
Fisico atletico e un bel volto sorridente, di chi in pista deve conquistare la benevolenza della giuria, oltre che con la tecnica, anche con la recitazione e la mimica. Andrea Vaturi, 23 anni, laureato Cleacc e attualmente iscritto al secondo anno del Corso di laurea specialistica in General management sempre alla Bocconi, costituisce insieme con Alessia Aureli da alcuni anni una delle migliori coppie italiane di danza in una specialità, il pattinaggio di figura, che si appresta a vivere un'annata intensissima.
Andrea è carico al punto giusto dopo l'ottimo terzo posto ai Campionati italiani, "nei quali, soprattutto nell'ultima prova, ho pattinato veramente bene, una delle mie migliori prestazioni di sempre". Pattinaggio vissuto con passione, basti vedere come Andrea si agita tifando a bordo pista mentre gareggiano i suoi compagni di squadra, perché il pattinaggio è uno sport che non arricchisce, anche se chiede molto. E quindi la passione è il vero motore che ti spinge.
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| Vaturi-Aureli in gara |
"Ho iniziato a pattinare da bambino", racconta Andrea, "quando mia madre, per sottrarmi allo smog della città, mi portava per lunghi periodi a Courmayeur. Prima per gioco, poi con sempre maggiore dedizione, ho continuato anche a Milano e il pattinaggio è diventato una vera professione".
Sei ore di allenamento quotidiano, tra esercizi sul ghiaccio, lezioni di danza e preparazione atletica, sono un impegno che assorbe molte energie, mentali e fisiche, lasciando meno spazio per lo studio, l'altro grande obiettivo di Andrea. "Per fortuna sono un tipo organizzato", sorride Andrea, "altrimenti non sarei riuscito a laurearmi in corso e ad essere a buon punto anche adesso nel corso di laurea specialistica. Però a volte è veramente dura conciliare gli impegni, le giornate sono troppo corte. Dopo i Campionati italiani di inizio gennaio, dal 17 al 22 ci saranno i Campionati europei a Lione, a marzo i Mondiali a Calgary, in Canada. Ecco perché in questi giorni sto sostenendo un esame dopo l'altro...".
In mezzo, a febbraio, il calendario propone un avvenimento che rappresenta il massimo traguardo per un atleta, le Olimpiadi. Nel toccare questo argomento, però, Andrea un poco si rabbuia: "L'Italia nella mia specialità ha diritto a presentare in gara due coppie e dietro gli intoccabili Faiella-Scali ci siamo stabilmente da qualche anno io e Alessia. Il ritorno alle gare per l'occasione di Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio, campioni del mondo e d'Europa nel 2001, unici italiani a centrare un simile risultato nella storia della nostra disciplina, rischia però di tagliarci fuori. I giochi, tuttavia, non sono ancora fatti".
Europei, Mondiali e forse le Olimpiadi sono traguardi che ogni atleta sogna di raggiungere
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| Un momento difficile della gara |
almeno una volta nella propria carriera agonistica. Che cosa c'è ancora nel futuro di Andrea, da atleta e da laureato? "A Europei e Mondiali ho già partecipato, le Olimpiadi sarebbero la classica ciliegina sulla torta. In teoria, vista la mia età, anche se non dovessi venire convocato per Torino avrei la possibilità di riprovarci tra quattro anni. Vedremo. Di sicuro, una volta terminata l'attività agonistica, non penso a una carriera da allenatore ed è per questo che mi sto impegnando molto in Bocconi. Il pattinaggio è il presente, la laurea un'assicurazione per il futuro".
Per il momento, in bocca al lupo, Andrea. Per Lione, per Calgary e, lo speriamo, anche per Torino...

