Amnesty, un lavoro Eminente
Oggi lavora per Amnesty international. La storia professionale di Gabriele Eminente è però cominciata gestendo grandi numeri nell'ambito di aziende for profit: dalla Procter & Gamble al Groupe Danone e infine Wind. Romano, 42 anni, laureato Bocconi in economia aziendale nel 1988 con Roberto Ruozi, in Amnesty international ricopre la carica di direttore della sezione italiana.
Eminente si trova così a gestire un'Associazione che conta oltre 90.000 soci ovvero ad attuare il Piano strategico, attraverso la migliore allocazione delle risorse umane e finanziarie. Visto in questi termini il suo impegno nel terzo settore potrebbe sembrare non molto diverso rispetto a ciò di cui si occupava precedentemente in aziende for profit. "I numeri delle aziende for profit in cui ho lavorato erano magari più grandi", conferma Eminente, "ma gli strumenti di gestione sono sostanzialmente gli stessi, e la complessità del non-profit non è certamente inferiore. Dirigere la sezione italiana di Amnesty international significa applicare regole di budgeting, di controllo, di organizzazione, di marketing apprese all'università e approfondite negli anni successivi. Tecniche, però, adattate a un contesto che presenta molti punti di contatto, ma anche importanti differenze". Quella forse più rilevante, nel caso di Amnesty, è rappresentata dall'importanza delle migliaia di attivisti, volontari che hanno deciso di mobilitarsi per la causa dei diritti umani. "La necessità di armonizzare il lavoro della componente professionale", prosegue Eminente, "rappresentata dalle oltre 30 persone che operano nei nostri uffici, con l'attività dei volontari, delle migliaia di attivisti sparsi su tutto il territorio nazionale, è una delle sfide professionali più complesse e avvincenti".
Per mantenere la propria indipendenza l'attività di Amnesty è interamente finanziata da soci e donatori. Non si accettano finanziamenti da governi o altre entità pubbliche. Per questo motivo, le attività di raccolta fondi rivestono un ruolo centrale nella gestione strategica dell'Associazione. Altrettanto importante, e collegato al tema della raccolta fondi, l'aspetto della cosiddetta accountability nei confronti dei propri stakeholders. "A conferma di ciò", afferma Eminente, "la scelta di fare certificare il bilancio della sezione a una società di revisori esterna e indipendente, la Ernst&Young, la cui attività si affianca a quella dell'organo di controllo interno previsto dallo statuto".
Per raggiungere i propri obiettivi nella lotta contro le violazioni dei diritti umani, Amnesty international utilizza diverse tecniche: in primo luogo lo sviluppo di campagne, che sempre più spesso sono coordinate e coinvolgono gli attivisti a livello globale, e che hanno lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica e di esercitare pressioni verso chi ha responsabilità delle violazioni, siano essi i governi o gruppi armati d'opposizione. L'attività di lobby presso governi e organismi internazionali riveste un ruolo centrale, come anche molto importante è l'attività di educazione ai diritti umani, sviluppata attraverso la pubblicazione dei testi e il lavoro presso scuole e università. Attività molto eterogenee, che rendono la sfida professionale del non-profit complessa ma proprio per questo molto stimolante.
"Lavorare nel non profit richiede un impegno almeno pari a quello necessario in una grande azienda for profit", ci racconta ancora Eminente, "è una scelta impegnativa, che richiede qualche sacrificio; ma che offre anche grandissime soddisfazioni, non ultima, ovviamente, il mettere a disposizione la propria professionalità per un fine in cui si crede."
Un consiglio a chi volesse intraprendere una carriera nel non profit: "Suggerisco, sia a chi non ha esperienze di lavoro precedenti, sia a coloro che volessero passare da profit a non profit, di fare almeno una esperienza come volontari in una grande organizzazione. È un primo approccio con questo mondo complesso, utile per farsi una prima idea di tutti i tantissimi pregi, e anche di qualche area di miglioramento che pure questo mondo ha!".